martedì 7 ottobre 2014

7 OTTOBRE - Memoria della nascita al Cielo di p. Bellarmino Bagatti OFM


La data odierna è molto importante per i Frati Francescani di Gerusalemme perchè in seno allo Studium Biblicum Franciscanum è vissuto p. Bellarmino Bagatti che oggi viene ricordato nell'anniversario della sua nascita al Cielo. A lui un particolare ricordo ed una invocazione per la protezione dei Luoghi Santi, soprattutto per Nazareth, la Casa di Maria verso la quale p. Bellarmino ha dedicato la sua vita di archeologo e frate.

Ecco qui un breve profilo della sua magnifica esistenza nel ricordo dell'archivio SBF:



Il 7 ottobre 1990, nel Convento francescano di San Salvatore a Gerusalemme ha concluso la sua giornata terrena Padre Bellarmino (Camillo) Bagatti dell’Ordine dei Frati Minori. Al suo funerale si è avuta una partecipazione numerosa e commossa di sacerdoti, religiose, religiosi, laici, amici arabi e israeliani. Ha presieduto la concelebrazione il Patriarca emerito di Gerusalemme, Sua Beatitudine Mons. Giacomo Beltritti, assistito dal Vescovo ausiliare di Amman, Mons. Selim Sayegh. Erano presenti prelati delle differenti Comunità cristiane e rappresentanti delle scuole bibliche e archeologiche di Gerusalemme.
Padre Bagatti nacque a Lari (Pisa) l’11 novembre 1905. A 17 anni vestì l’abito di san Francesco sul Monte della Verna in Toscana e a 23 anni fu ordinato sacerdote. Nel 1931 fu inviato al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in Roma, dove nel 1934 conseguì brillantemente il titolo di Dottore in Archeologia Cristiana. La sua tesi su “Il Cimitero di Commodilla o dei Martiri Felice ed Adautto sulla via delle sette chiese” fu pubblicata nel 1936 come primo numero della collana dell’Istituto “Roma sotterranea cristiana. Nuova Serie”.
Dal 1935 fu Professore di topografia di Gerusalemme e archeologia cristiana presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Con il Padre Sylvester Saller nel 1941 dette inizio alla serie “SBF Collectio Maior” e nel 1951, insieme al Padre Donato Baldi, fondò la rivista “SBF Liber Annuus”. Nel decennio 1968-1978 fu Direttore dello Studium. Sotto la sua guida l’Istituto ampliò programmi e attività, e crebbe il numero dei professori e degli studenti. Per molti anni fu anche insegnante nello Studio Teologico Internazionale della Custodia di Terra Santa. Guidò generazioni di studenti nelle escursioni in Terra Santa e fuori. I suoi meriti sono stati riconosciuti con decorazioni e nomine diverse: Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1955), Commendatore (1966), Socio Onorario della Accademia Mariana Salesiana (1974), Commissario Corrispondente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (1977), Membro Corrispondente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (1979), Membro Corrispondente della Pontificia Accademia Teologica Romana (1982).
Prese parte attiva a non pochi congressi internazionali su Archeologia, Bibbia, origini del culto alla Vergine e a san Giuseppe, letteratura apocrifa. Collaborò a dizionari e enciclopedie (Enciclopedia Cattolica, Dictionnaire de la Bible Supplément, Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane, ecc.). Ha curato varie riedizioni di antiche opere di Palestinologia (itinerari in Terra Santa e illustrazioni di santuari e monumenti dei secoli XIV, XVI, XVII e XVIII) corredandole di introduzioni e note. La sua bibliografia comprende una ventina di opere e varie centinaia di articoli. La lista completa apparirà in Liber Annuus 40 (1990).
In occasione del suo 70mo compleanno fu onorato con la pubblicazione di due volumi di studi archeologici, esegetici e patristici presentati da ricercatori di varie parti del mondo e di differenti istituzioni culturali.
Ha compiuto scavi a Roma: Cimitero di Commodilla (1933-34); in Terra Santa: Santuario delle Beatitudini (1936), Visitazione ad Ain Karem (1938), Emmaus-Qubeibeh (1940-44), Betlemme (1948), Dominus Flevit sul Monte degli Olivi (1953-55), Nazaret (1954-1971), Monte Carmelo (1960-61); in Giordania: Monte Nebo (1935) e Khirbet el-Mukhayyat (in diverse epoche).
Prestava volentieri la sua opera a iniziative di formazione permanente e di aggiornamento. Nel 1969 diede inizio a un “Corso di aggiornamento biblico-teologico” che ogni anno raccoglie un centinaio di religiose e religiosi del Medio Oriente (Israele, Giordania, Cipro, Libano). Numerosi pellegrini, specialmente sacerdoti e seminaristi, ascoltarono le sue conferenze sulla storia dei santuari e le antichità cristiane di Palestina.
La sua opera è ben nota agli studiosi di tutto il mondo. I santuari di Terra Santa non sono più considerati semplicemente pie tradizioni francescane. I suoi scavi hanno mostrato che in parecchi casi la tradizione ha conservato tenacemente memoria di luoghi di culto e di comunità cristiane che si succedettero sul medesimo posto fin dai primissimi decenni dell’era cristiana. Per la prima volta ha acquistato un volto concreto, documentato dal punto di vista archeologico, la Chiesa primitiva giudeo-cristiana di cui parla il Nuovo Testamento e la letteratura patristica. Padre Bagatti rivolse la sua attenzione agli umili resti di monumenti cristiani dispersi nei villaggi della Palestina e delle regioni limitrofe. L’amore per l’arte, che aveva respirato da giovane a Firenze, non lo lasciò mai. Quando non poté più praticare scavi Padre Bagatti si dedicò all’iconografia. Il suo incontro con la mentalità giudeo-cristiana lo orientò verso la letteratura apocrifa, che egli apprezzò come testimonianza della fede cristiana di origine ebraica e talvolta come veicolo di memorie antiche sui luoghi e sui personaggi evangelici.
Quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo personalmente hanno apprezzato la sua amabilità accogliente, sempre pronta a suggerire e incoraggiare; uno studioso che metteva a disposizione di chiunque lo richiedesse le sue estese conoscenze e la sua prodigiosa memoria. Maestro libero e sereno, evitava le polemiche amare e settarie accogliendo la verità da qualunque parte venisse; aperto alla collaborazione con tutti, offriva i suoi contributi con semplicità e modestia. Padre Bagatti è stato un vero Frate Minore umile, signorile e affabile, lieto e laborioso. Sacerdote autentico, era da tanti apprezzato anche come guida spirituale. “La sua memoria resta in benedizione!” (1Mac 3,7)

martedì 2 settembre 2014

INTERVISTA AL DECANO DELLO STUDIUM BIBLICUM FRANCISCANUM DI GERUSALEMME

L'ultimo numero di Archeologia Viva contiene una bella intervista a p. Massimo Pazzini, Decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Vale la pena di leggerla!


mercoledì 18 giugno 2014

LUTTO ALLO STUDIUM BIBLICUM FRANCISCANUM DI GERUSALEMME

Stamattina, nella sua residenza di Gerusalemme, al Santuario della Flagellazione è salito alla Casa del Padre p. Pietro Kaswalder, uomo, frate e docente di esegesi e geografia biblica. Se n'è andato un grande uomo e professore. Tutti noi dello Studium e tante ma tante persone hanno beneficiato della sua grande preparazione biblica, geografica ed archeologica. Riposa in Pace caro Pietro!







mercoledì 4 giugno 2014

IL MONOGRAMMA DI CRISTO

"Monogramma di Cristo" presso il soffitto del Mausoleo cosidetto di Galla Placidia a Ravenna. Si leggono, nel monogramma, la "Chi - X" e la "Ro - P" greche, le quali stanno per Cristòs, cioè il Cristo, Mashiah in ebraico, l'Unto, il "messo da parte, riservato" per la salvezza del mondo, per portare la buona notizia del regno di Dio alle genti. Alle due lettere greche intrecciate, seguono poi l'Alfa e l'Omega, rispettivamente prima lettera ed ultima lettera dell'alfabeto greco. Esse indicano che il Cristo Gesù è il principio (inizio) e la conclusione (fine) di tutte le cose. Traccia importante per questa professione di fede è il libro dell'Apocalisse dove il Figlio Gesù si offre con questa espressione. Cfr. Ap 1,8; 21,6; 22,13.


lunedì 2 giugno 2014

MACHERUS I - LA FORTEZZA ERODIANA DI MACHERONTE (GIORDANIA)

 

Presentato Machaerus I

"Machaerus I” (Macheronte) è il libro fotografico - basato sull’omonima località giordana che ospita i resti del Palazzo di Erode, dove sarebbe stato decapitato Giovanni Battista - che è stato presentato oggi, domenica 1 giugno, nel Palazzo delle Opere Sociali.
 
Sono intervenuti il suo autore, l’archeologo ungherese Gyozo Voros, l’archeologo Massimo Pazzini e Giuseppe Caffulli, direttore delle Edizioni Terra Santa che hanno curato la pubblicazione del volume. "Le scoperte archeologiche di Macheronte consentono di fare un viaggio nel tempo – ha esordito Caffulli – permettendo di comprendere lo spazio mediorientale all’epoca di Gesù. Questo spazio è stato studiato anche dagli archeologi francescani, di cui fra’ Massimo Pazzini è un esponente di spicco”. "Nel corso della mia carriera ho partecipato ad una serie di campagne di scavo in Terra Santa , rendendomi conto che l’ambiente giordano ha tantissimo da offrire per poter meglio contestualizzare gli spazi biblici. In uno dei miei ultimi viaggi sono stato ospitato presso l’affascinante sito di Machaerus – ha spiegato Pazzini, mostrando una serie di fotografie di reperti archeologici rinvenuti nell’area - Il luogo, di proprietà dei francescani, è attualmente analizzato dall’equipe del professor Voros. Grazie agli ottimi contatti tra Francescani e Casa Reale Giordana, infatti, è possibile avviare queste campagne archeologiche, importantissime per illuminare la storia neotestamentaria attraverso l’analisi della vita materiale al tempo di Gesù e nei decenni immediatamente successivi”. "Sono arrivato in Giordania dopo un periodo in Egitto e a Cipro – ha chiarito Voros - Tramite l’Accademia per le Arti Ungherese con cui collaboro ho partecipato ad una sorta di concorso internazionale per continuare gli scavi a Machaerus, dopo che con la morte di Padre Michele Piccirillo il posto di direttore della campagna archeologica era rimasto vacante. Mi affascinava moltissimo il fatto che Machareus fosse un sito "incapsulato nel tempo”, corrispondente ad un centro urbano abitato a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C e poi abbandonato; inoltre lo scrittore Giuseppe Flavio, vissuto in quel periodo, lo indicava come il luogo su cui sorgeva il Palazzo di Erode, cosa che aveva determinato i primi rilievi archeologici a partire da metà ‘800. Oggi, di fatto, continuiamo quegli studi, nella consapevolezza di avere a che fare con uno spazio speciale in cui c’è ancora molto da scoprire e pubblicare”.

venerdì 30 maggio 2014

Uscita didattica a Ravenna

Carissimi amici e care amiche,
scusate il ritardo nelle pubblicazioni ma gli ultimi tempi sono stati densi di appuntamenti ed il blog è stato un po' lasciato a se stesso. Ritorno con più dedizione ad aggiornarvi sull'Oriente Antico. Lo faccio con una bella foto da Ravenna. Ci troviamo (studenti e prof.ssa Chavarria della cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Padova) presso il Mausoleo di Teodorico.

venerdì 7 marzo 2014

Un saluto a tutti i miei cari lettori

Carissimi e carissime,
eccomi ritornato in Italia per il "semestre italiano". Il tempo trascorso tra la discussione di tesi ed oggi è stato dedicato alla risistemazione ed al riambientamento in area italiana...
Riprendo così l'aggiornamento del blog e vi aggiungo anche che sono "sbarcato" su Facebook.
Buon lavoro a tutti ed un abbraccio.

don Giana

venerdì 14 febbraio 2014

IMMINENTE RIENTRO IN ITALIA!

Carissimi amici e carissime amiche, lettori e lettrici,

dopo la discussione della tesi di licenza avvenuta il 27 gennaio, ora sto per rientrare in Italia. Mi attendono vari impegni pastorali ed accademici. Non è finito il curriculum di studio e perciò procederò a seguire alcuni insegnamenti di cui vi parlerò in seguito.
L'attività del blog continua anche se non sono, per qualche mese, a contatto diretto con la Terra del Santo.
Un abbraccio a tutti e arrivederci in Italia!

don Giana


CIRILLO E METODIO, ESEMPI PER UN "PONTE" TRA ORIENTE ED OCCIDENTE...

Desidero richiamare l'attenzione sull'opera unica e straordinaria di due santi, Cirillo e Metodio. Sono pure patroni della nostra cara Europa!
Ecco il testo di una udienza generale del papa emerito Benedetto XVI del 17 giugno 2009:



Cari fratelli e sorelle,
oggi vorrei parlare dei Santi Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, detti apostoli degli slavi. Cirillo nacque a Tessalonica dal magistrato imperiale Leone nell’826/827: era il più giovane di sette figli. Da ragazzo imparò la lingua slava. All’età di quattordici anni fu mandato a Costantinopoli per esservi educato e fu compagno del giovane imperatore Michele III. In quegli anni fu introdotto nelle diverse materie universitarie, fra le quali la dialettica, avendo come maestro Fozio. Dopo aver rifiutato un brillante matrimonio, decise di ricevere gli ordini sacri e divenne “bibliotecario” presso il Patriarcato. Poco dopo, desiderando ritirarsi in solitudine, andò a nascondersi in un monastero, ma fu presto scoperto e gli fu affidato l’insegnamento delle scienze sacre e profane, mansione che svolse così bene da guadagnarsi l’appellativo di “Filosofo”. Nel frattempo, il fratello Michele (nato nell’815 ca.), dopo una carriera amministrativa in Macedonia, verso l’anno 850 abbandonò il mondo per ritirarsi a vita monastica sul monte Olimpo in Bitinia, dove ricevette il nome di Metodio (il nome monastico doveva cominciare con la stessa lettera di quello di battesimo) e divenne igumeno del monastero di Polychron.
Attratto dall’esempio del fratello, anche Cirillo decise di lasciare l’insegnamento per recarsi sul monte Olimpo a meditare e a pregare. Alcuni anni più tardi però, (861 ca.), il governo imperiale lo incaricò di una missione presso i khazari del Mare di Azov, i quali chiedevano che fosse loro inviato un letterato che sapesse discutere con gli ebrei e i saraceni. Cirillo, accompagnato dal fratello Metodio, sostò a lungo in Crimea, dove imparò l’ebraico. Qui ricercò pure il corpo del Papa Clemente I, che vi era stato esiliato. Ne trovò la tomba e, quando col fratello riprese la via del ritorno, portò con sé le preziose reliquie. Giunti a Costantinopoli, i due fratelli furono inviati in Moravia dall’imperatore Michele III, al quale il principe moravo Ratislao aveva rivolto una precisa richiesta: “Il nostro popolo – gli aveva detto – da quando ha respinto il paganesimo, osserva la legge cristiana; però non abbiamo un maestro che sia in grado di spiegarci la vera fede nella nostra lingua”. La missione ebbe ben presto un successo insolito. Traducendo la liturgia nella lingua slava, i due fratelli guadagnarono una grande simpatia presso il popolo.
Questo, però, suscitò nei loro confronti l’ostilità del clero franco, che era arrivato in precedenza in Moravia e considerava il territorio come appartenente alla propria giurisdizione ecclesiale. Per giustificarsi, nell’867 i due fratelli si recarono a Roma. Durante il viaggio si fermarono a Venezia, dove ebbe luogo un’animata discussione con i sostenitori della cosiddetta “eresia trilingue”: costoro ritenevano che vi fossero solo tre lingue in cui si poteva lecitamente lodare Dio: l’ebraica, la greca e la latina. Ovviamente, a ciò i due fratelli si opposero con forza. A Roma Cirillo e Metodio furono ricevuti dal Papa Adriano II, che andò loro incontro in processione per accogliere degnamente le reliquie di san Clemente. Il Papa aveva anche compreso la grande importanza della loro eccezionale missione. Dalla metà del primo millennio, infatti, gli slavi si erano installati numerosissimi in quei territori posti tra le due parti dell’Impero Romano, l’orientale e l’occidentale, che erano già in tensione tra loro. Il Papa intuì che i popoli slavi avrebbero potuto giocare il ruolo di ponte, contribuendo così a conservare l’unione tra i cristiani dell’una e dell’altra parte dell’Impero. Egli quindi non esitò ad approvare la missione dei due Fratelli nella Grande Moravia, accogliendo e approvando l’uso della lingua slava nella liturgia. I libri slavi furono deposti sull’altare di Santa Maria di Phatmé (Santa Maria Maggiore) e la liturgia in lingua slava fu celebrata nelle Basiliche di San Pietro, Sant’Andrea, San Paolo.
Purtroppo a Roma Cirillo s’ammalò gravemente. Sentendo avvicinarsi la morte, volle consacrarsi totalmente a Dio come monaco in uno dei monasteri greci della Città (probabilmente presso Santa Prassede) ed assunse il nome monastico di Cirillo (il suo nome di battesimo era Costantino). Poi pregò con insistenza il fratello Metodio, che nel frattempo era stato consacrato Vescovo, di non abbandonare la missione in Moravia e di tornare tra quelle popolazioni. A Dio si rivolse con questa invocazione: “Signore, mio Dio…, esaudisci la mia preghiera e custodisci a te fedele il gregge a cui avevi preposto me… Liberali dall’eresia delle tre lingue, raccogli tutti nell’unità, e rendi il popolo che hai scelto concorde nella vera fede e nella retta confessione”. Morì il 14 febbraio 869.
Fedele all’impegno assunto col fratello, nell’anno seguente, 870, Metodio ritornò in Moravia e in Pannonia (oggi Ungheria), ove incontrò di nuovo la violenta avversione dei missionari franchi che lo imprigionarono. Non si perse d’animo e quando nell’anno 873 fu liberato si adoperò attivamente nella organizzazione della Chiesa, curando la formazione di un gruppo di discepoli. Fu merito di questi discepoli se poté essere superata la crisi che si scatenò dopo la morte di Metodio, avvenuta il 6 aprile 885: perseguitati e messi in prigione, alcuni di questi discepoli vennero venduti come schiavi e portati a Venezia, dove furono riscattati da un funzionario costantinopolitano, che concesse loro di tornare nei Paesi degli slavi balcanici. Accolti in Bulgaria, poterono continuare nella missione avviata da Metodio, diffondendo il Vangelo nella «terra della Rus’». Dio nella sua misteriosa provvidenza si avvaleva così della persecuzione per salvare l’opera dei santi Fratelli. Di essa resta anche la documentazione letteraria. Basti pensare ad opere quali l’Evangeliario (pericopi liturgiche del Nuovo Testamento), il Salterio, vari testi liturgici in lingua slava, a cui lavorarono ambedue i Fratelli. Dopo la morte di Cirillo, a Metodio e ai suoi discepoli si deve, tra l’altro, la traduzione dell’intera Sacra Scrittura, il Nomocanone e il Libro dei Padri.
Volendo ora riassumere in breve il profilo spirituale dei due Fratelli, si deve innanzitutto registrare la passione con cui Cirillo si avvicinò agli scritti di san Gregorio Nazianzeno, apprendendo da lui il valore della lingua nella trasmissione della Rivelazione. San Gregorio aveva espresso il desiderio che Cristo parlasse per mezzo di lui: “Sono servo del Verbo, perciò mi metto al servizio della Parola”. Volendo imitare Gregorio in questo servizio, Cirillo chiese a Cristo di voler parlare in slavo per mezzo suo. Egli introduce la sua opera di traduzione con l’invocazione solenne: “Ascoltate, o voi tutte genti slave, ascoltate la Parola che venne da Dio, la Parola che nutre le anime, la Parola che conduce alla conoscenza di Dio”. In realtà, già alcuni anni prima che il principe di Moravia venisse a chiedere all’imperatore Michele III l’invio di missionari nella sua terra, sembra che Cirillo e il fratello Metodio, attorniati da un gruppo di discepoli, stessero lavorando al progetto di raccogliere i dogmi cristiani in libri scritti in lingua slava. Apparve allora chiaramente l’esigenza di nuovi segni grafici, più aderenti alla lingua parlata: nacque così l’alfabeto glagolitico che, successivamente modificato, fu poi designato col nome di “cirillico” in onore del suo ispiratore. Fu quello un evento decisivo per lo sviluppo della civiltà slava in generale. Cirillo e Metodio erano convinti che i singoli popoli non potessero ritenere di aver ricevuto pienamente la Rivelazione finché non l’avessero udita nella propria lingua e letta nei caratteri propri del loro alfabeto.
A Metodio spetta il merito di aver fatto sì che l’opera intrapresa col fratello non fosse bruscamente interrotta. Mentre Cirillo, il “Filosofo”, era propenso alla contemplazione, egli era piuttosto portato alla vita attiva. Grazie a ciò poté porre i presupposti della successiva affermazione di quella che potremmo chiamare l’«idea cirillo-metodiana»: essa accompagnò nei diversi periodi storici i popoli slavi, favorendone lo sviluppo culturale, nazionale e religioso. E’ quanto riconosceva già Papa Pio XI con la Lettera apostolica Quod Sanctum Cyrillum, nella quale qualificava i due Fratelli: “figli dell’Oriente, di patria bizantini, d’origine greci, per missione romani, per i frutti apostolici slavi” (AAS 19 [1927] 93-96). Il ruolo storico da essi svolto è stato poi ufficialmente proclamato dal Papa Giovanni Paolo II che, con la Lettera apostolica Egregiae virtutis viri, li ha dichiarati compatroni d’Europa insieme con san Benedetto (AAS 73 [1981] 258-262). In effetti, Cirillo e Metodio costituiscono un esempio classico di ciò che oggi si indica col termine “inculturazione”: ogni popolo deve calare nella propria cultura il messaggio rivelato ed esprimerne la verità salvifica con il linguaggio che gli è proprio. Questo suppone un lavoro di “traduzione” molto impegnativo, perché richiede l’individuazione di termini adeguati a riproporre, senza tradirla, la ricchezza della Parola rivelata. Di ciò i due santi Fratelli hanno lasciato una testimonianza quanto mai significativa, alla quale la Chiesa guarda anche oggi per trarne ispirazione ed orientamento.

sabato 8 febbraio 2014

Colloqui Santa Sede - futuro Stato di Palestina

Se da anni si sente parlare delle relazioni tra Santa Sede e Stato di Israele, bisogna anche considerare che, su un altro versante, vi sono anche i colloqui tra la Santa Sede ed il futuro Stato Palestinese. A che punto sono questi ultimi? Ecco una nota della sala stampa vaticana.



Colloqui Santa Sede-Palestina: grande soddisfazione per i progressi su Accordo Globale 


La Commissione Bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, che è responsabile per la finalizzazione del testo di un Accordo Globale a seguito dell’Accordo di Base, firmato il 15 febbraio 2000, ha tenuto giovedì una Sessione Plenaria a Ramallah presso il Quartiere generale dell’O.L.P., per rivedere e approvare il lavoro svolto a livello del gruppo tecnico congiunto, dopo l’ultima Plenaria tenuta in Vaticano il 26 settembre 2013. I colloqui sono stati guidati da Hanna Amireh, membro del Comitato esecutivo dell’O.L.P. e capo dell’Alto Comitato presidenziale per gli Affari ecclesiastici dello Stato di Palestina, e da mons. Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati.

“I colloqui – riferisce la Sala Stampa vaticana - si sono svolti in un’atmosfera cordiale e costruttiva. Affrontando i temi già esaminati a livello tecnico, la Commissione ha rilevato con grande soddisfazione il progresso compiuto nella stesura della bozza finale del testo dell’Accordo, che tratta degli aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa cattolica in Palestina. Le due parti hanno concordato di continuare gli sforzi per completare le procedure interne e costituzionali in vista della firma dell’Accordo”. La delegazione palestinese ha espresso il suo caloroso benvenuto per la prossima visita di Papa Francesco in Terra Santa.

giovedì 6 febbraio 2014

Importante mostra a Legnago (VR): "Scritto nelle ossa. Racconti di vita quotidiana..."



Si tratta di leggere l'antico, in questo caso l'epoca del Bronzo, per confrontarlo con i nostri giorni.
 
La mostra è organizzata in collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e l'Università di Padova, Dipartimento dei Beni Culturali, con il sostegno del Comune di Legnago, della Fondazione  Cariverona e del Centro Ambientale Archeologico - Museo Civico di Legnago.

La mostra resterà aperta al pubblico, su prenotazione, fino al 30 maggio 2014.
Per gli orari di visita e le modalità di prenotazione si veda la locandina allegata a questo link


Info:
Tel. 0442.601460 - info@centroambientalearcheologico.it
Legnago, Centro Ambientale Archeologico - Museo Civico
Centro Ambientale Archeologico - Museo Civico - Legnago, Via Fermi, 10

Fonte: MiBAC, 15 nov 2013

martedì 28 gennaio 2014

GRAZIE GRAZIE GRAZIE!

 
Carissimi amici ed amiche,
 
il triplice "grazie" vuole raggiungere i "confini estremi della terra" perchè desidero poter dirvi la mia gratitudine per le preghiere, i pensieri, le dediche che mi avete fatto e che avete innalzato al Dio della misericordia in vista della mia discussione della Tesi in Scienze Bibliche ed Archeologia. Vi dico la mia grandissima gioia per l'esito della discussione avvenuta ieri, coronata con un voto inaspettato e seguito da "Magna Cum Laude". Grazie ai miei proff. relatori, il prof. Alliata ed il prof. Pierri perchè hanno anche sottolineato l'importanza di una futura pubblicazione! Anche questo un dono inatteso!
 
Ho avuto la compagnia, qui a Gerusalemme, di una piccola delegazione dell'Ufficio pellegrinaggi, accompagnata da don Bruno, che mi hanno sostenuto assieme a tanti altri amici e compagni che vivono qui e che sono stati presenti nel mio permanere in Terra del Santo.
 
L'immagine che sta sopra è l'ultima diapositiva della presentazione in ppt fatta davanti ad una cinquantina di persone e vuole essere un invito a ricordare la Terra Santa e a mettere nel cuore un futuro possibile di pace per questa Terra amata da Dio. E' anche un invito a venire a visitarla!

Pubblico qualche foto della discussione e attendo fiducioso il ritorno in Italia verso metà di febbraio.
 
Lodiamo insieme il Signore perchè ha fatto meraviglie!
 
Grazie per tutto ora e sempre!
don Giana
 
All'inizio della discussione...

...con i miei due relatori, prof. Alliata (a sinistra) ed il prof. Pierri (a destra)

Con gli amici dell'UDP, i titolari della TESTCO e i due autisti Zoer e Rimon


Ed infine, la gioia della TESI discussa!