mercoledì 26 agosto 2015

Da SIR - una bella testimonianza del prof. Giorgio Buccellati


"Non permettiamo al Califfato di vincere sul piano culturale"

La testimonianza di Giorgio Buccellati, archeologo e professore emerito di Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ucla (Los Angeles) ricorda il "collega e amico" Khaled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e decapitato nei giorni scorsi dai terroristi. Il monito: lo Stato islamico vincerà se ci difenderemo solo militarmente

Daniele Rocchi

“Conoscevo da circa 50 anni Asaad. Abbiamo iniziato la nostra carriera insieme. Khaled aveva appena assunto la direzione delle Antichità di Palmira e insieme avevamo iniziato una ricognizione del sito. Da allora siamo rimasti sempre in contatto. Rappresentava il meglio della tradizione siriana. Un collega serio e preparato che si faceva in quattro per risolvere ogni problema che si poteva presentare sul piano professionale”. Giorgio Buccellati, archeologo e professore emerito di Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ucla (University of California, Los Angeles) ricorda così l’archeologo siriano, il “collega e amico” Kahled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e decapitato nei giorni scorsi dai terroristi del Califfato. Una vita dedicata alla scoperta, alla valorizzazione e alla difesa della storia e dell’arte oggi minacciate sempre più dalla furia iconoclasta dello Stato Islamico(Isis). La lista dei siti archeologici, in Siria e Iraq (Mosul, Ninive, Hatka, Nirmud, Homs, Palmira), distrutti dai miliziani del Califfato si allunga ogni giorno di più. L’ultimo della serie è stato il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs , costruito nel V secolo d.C e raso al suolo nei giorni scorsi dai bulldozer del Califfo.

Professore Buccellati, perché tutta questa furia rivolta dall’Isis contro archeologi, siti antichi e reperti storici?
“Questa furia mostra la capacità dei terroristi di focalizzare l’attenzione su cose che hanno un valore emblematico. Il fondamentalismo teme il lavoro degli archeologi perché i valori rappresentati nel passato sono le radici del presente e per questo devono essere sradicati. L’Isis intende così dimostrare che tutto il patrimonio culturale che apprezziamo non vale nulla. Radendo al suolo i monumenti essi distruggono anche il nostro modo di rapportarci alla cultura. Per questo credo che non basti più scavare per riportare alla luce dei reperti da mettere nei libri di testo ma bisogna consegnarli al senso di identità dei popoli coinvolti”.

Si può parlare di attacco alla modernità?
“Questo dell’Isis è un modo superficiale e ipocrita di vedere le cose. La modernità è un valore sottoscritto - se vogliamo - anche dal Califfato. Basti pensare alla grande capacità mediatica che hanno e che è parte della modernità. La vittoria dell’Isis, in questo momento, sta proprio nel farci credere che non vale la pena difenderci sul piano dei valori ma solo su quello militare. Sarà questa la vittoria dello Stato Islamico, se glielo permetteremo”.

Come rispondere a questa strategia del terrore?
“Sicuramente occorre proteggerci ma senza abdicare ai nostri valori. Dobbiamo porre maggiore attenzione ai valori profondi della cultura, ai suoi significati cercando di farli arrivare non tanto all’Isis, che non ha nessuna intenzione di dialogare, quanto a tutti quei giovani chi si uniscono al Califfato. È terribile pensare a quanti giovani occidentali vadano a cercare risposte a dei presunti ideali. Ciò accade perché non diamo, politici e intellettuali in testa, delle risposte. Dovremmo essere più attenti ai valori e meno consumisti e materialisti”.

Non crede che sia giunto anche il momento di porre fine al commercio di opere d’arte trafugate col quale i terroristi finanziano le loro attività criminali?
“Resta difficile capire come l’Isis - isolato e circondato - possa avere dei canali di vendita di reperti e soprattutto di petrolio. Una statuetta, una tavoletta cuneiforme possono essere trasportate in una valigetta. Ma come si fa a esportare così tanti barili di greggio? C’è una forte ipocrisia nella nostra politica che non riesce, perché non vuole, fermare questo traffico, cosa che sarebbe assolutamente possibile. Lo stesso potrebbe dirsi sul piano militare: la Siria è un Paese completamente aperto, perché allora non vengono fermati i convogli dei quali si vedono facilmente foto. Da dove arrivano le armi, i camion, i furgoni? Possibile che non si riesca a vedere l’origine di questo traffico? Non esiste una volontà effettiva di bloccare il Califfato ma solo una grande ipocrisia, una intenzionale volontà di frammentare la Siria per rendere possibile una vittoria temporanea dell’Isis che porterà di fatto a un stravolgimento della geografia del Paese”.


sabato 22 agosto 2015

L'IS uccide il professor Khaled al-Asaad. Uno dei più grandi archeologi di Siria.



In memoria del professor Khaled al-Asaad

Il 18 agosto è stato un giorno bruttissimo per l’archeologia delle terre bibliche, le truppe dell’IS hanno ucciso il professor Khaled Al-Asaad, uno dei più grandi conoscitori e custodi di Palmyra e del contesto culturale ed archeologico della Siria. Il The Guardian riferisce che fu paragonato al prof.  Howard Carter, lo scopritore della tomba di Tutankhamun. Per più di 40 anni fu il direttore delle antichità archeologiche di Palmyra perché lui era originario di questa magnifica città di Oriente. La sua presenza non è venuta meno quando nel 2003 si ritirò per raggiunti limiti di età.
Il patrimonio portato alla luce da Khaled è immenso e fu sempre strenuo difensore del sito di Palmyra e di tutte le antichità universalmente condivise come patrimonio di tutto il mondo. La sua competenza e la sua passione sono servite moltissimo sia all’UNESCO sia alla Commissione Europea per i progetti in essere su Palmyra. Parlava fluentemente l’aramaico e lo traduceva con grande competenza fino a tradurre molti testi antichi. Più di 20 sono i libri da lui redatti circa la Città di Palmyra e la Via della Seta. Ricevette onorificenze dalla Francia, Polonia e dalla Tunisia.
E’ stata colpita nel cuore per l’ennesima volta l’umanità, la competenza, l’intelligenza del popolo siriano nonché tra questo l’ambiente accademico a cui Khaled faceva parte.

In memory of Professor Khaled al-Asaad

The 18th of august was a very bad day for the archeology of the biblical lands, troops of the IS killed  Professor Khaled Al-Asaad, one of the greatest experts and keepers of Palmyra and the cultural context and archaeological Syria. The Guardian reports that he was compared to the prof. Howard Carter, the discoverer of the tomb of Tutankhamun.
Born in Palmyra in 1934. Served as director of antiquities of Palmyra from 1963 to 2003 until his retirement. Worked with Unesco and the European Commission on Palmyra-related projects.
Most important discovery was that of the largest part of the city's major intersection and a number of tombs around the ruins. Reported to have written more than 20 books on Palmyra and the Silk Road. Said to be fluent in Aramaic and translated texts from the language up until 2011
Received honours from France, Poland and Tunisia.
It was hit in the heart once again humanity, competence, intelligence of the Syrian people and between these the academic environment to which Khaled was important professor.

 Professor Khaled al-Asaad

 Tra le sue antichità di Palmyra...

Gianantonio Urbani – Studium Biblicum Franciscanum - Gerusalemme

sabato 13 giugno 2015

14 giugno 2015 - Assemblea diocesana con i docenti di Religione Cattolica



ASSEMBLEA DIOCESANA DOCENTI RELIGIONE CATTOLICA

DOMENICA 14 GIUGNO 2014

“La Bibbia a scuola: la scoperta della Terra Santa e del vicino Oriente antico  attraverso la storia, la geografia e l’archeologia: indicazioni per l’attività IRC in aula””.

L’attenzione alla Terra Santa e al vicino Oriente antico non può essere, per un cristiano e un docente di religione cattolica in particolare, una mera curiosità intellettuale o culturale. La vicinanza alle persone e ai luoghi che abitano i due testamenti si pone come una condizione necessaria per conoscere sempre meglio le vicende della storia della salvezza e di quel Salvatore di cui ci gloriamo di professare la fede e annunciarne la lieta notizia per ogni uomo. Porre in sinergia il mondo della Terra Santa con lo studio dei testi biblici rappresenta anche dal punto di vista didattico un’occasione di incontro e confronto che attraversa trasversalmente ogni livello di scuola. 


Nella foto le cupole dell'Anastasis nel complesso della Basilica del S. Sepolcro a Gerusalemme


martedì 19 maggio 2015

LINFA DELL'ULIVO 2015....CI SIAMO!

Carissimi eccoci anche quest'anno alle porte de LA LINFA DELL'ULIVO. Ecco il programma che avrà inizio questa settimana nell'ambito del Festival Biblico.



CUSTODIRE IL CREATO, COLTIVARE L'UMANO

Linfa dell’Ulivo, ideato dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza, si inserisce all’interno della XI edizione del Festival Biblico e vuole essere un approfondimento biblico, teologico, esegetico, archeologico, artistico e culturale del tema del Festival, con uno sguardo privilegiato sulle Terre Bibliche.
•• Programma ••
GIOVEDÌ 21 MAGGIO
CREAZIONE E NUOVA CREAZIONE
Pomeriggio
16.30  Accoglienza
16.45  Introduzione e inizio lavori
17.00  Prof. ROBERTO MAGGI, Göbekli Tepe (Turchia): un nuovo sito ispiratore dei racconti di origine della Genesi?
18.00  Prof. UGO VANNI, “E vidi un cielo nuovo e una terra nuova” (Ap 21,1)

VENERDÌ 22 MAGGIO
 “IO SONO L’ALFA E L’OMEGA, IL PRIMO E L’ULTIMO, IL PRINCIPIO E LA FINE” (AP 22,13)
Mattino
9.45 Introduzione e inizio lavori
10.00 Dibattito aperto tra archeologia, mitologia, Bibbia e teologia
Prof. VALERIO MASSIMO MANFREDI, Prof. SILVIO BARBAGLIA, Eden: un giardino-paradiso, al principio della storia degli uomini. Positio, questioni dibattute e confronto diretto in sala
12.20 Conclusione dei lavori

VENERDÌ 22 MAGGIO
Pomeriggio
15.00  Introduzione e inizio lavori
15.15 Prof.ssa ELENA LEA BARTOLINI, La Creazione e le luci della Menorah
16.00 Prof. BAYKAR SIVAZLYAN, Il diluvio tra distruzione e nuova creazione nella terra di Noè: l’Armenia?
16.45  pausa
17.00 Prof. FRANCESCO ROSSI DE GASPERIS, Un arco sulle nubi: l’Alleanza di Noè come paradigma dell’Alleanza nella storia
18.00  Dibattito e confronto in sala
18.30  Conclusione dei lavori


VENERDÌ 22 MAGGIO
FAMMI VIVERE NELLA TUA VIA
20.30 SERATA SPETTACOLO
per festeggiare il Ventesimo dell’Ufficio Pellegrinaggi
Intervengono:
-    Vescovo Beniamino Pizziol
-     Don Luciano Mainini
-     Padre Francesco Rossi De Gasperis

Sabato 23 maggio
«QUANTE SONO LE TUE OPERE, SIGNORE, TUTTE LE HAI FATTE CON SAGGEZZA…» (SAL 104,24)
Mattino
9.45  Introduzione e inizio lavori
10.00  Prof. GIULIO BUSI, La creazione nella mistica ebraica della Kabbalah
11.00  Prof.ssa SARA MAGISTER, La Cappella Sistina: un’interpretazione ebraica nella rappresentazione della creazione
12.00 Dibattito e confronto in sala
12.30 Conclusione lavori

sabato 14 marzo 2015

IN LIBIA UNA TESTIMONIANZA ARCHEOLOGICA "VICENTINA"

Carissimi, metto in evidenza un articolo apparso nella cronaca locale vicentina all'interno del Giornale di Vicenza a cura della giornalista Nicoletta Martelletto. Si tratta di una testimonianza "vicentina" in un'iscrizione del teatro di Leptis Magna nell'attuale regione libica. Se l'IS oggi distrugge e commercializza le vestigia antiche, noi siamo chiamati a proteggerle perchè è una memoria storica e patrimonio dell'umanità che viene protetta.
Ecco l'articolo, buona lettura!