venerdì 16 ottobre 2015

NEWS DA CESAREA MARITTIMA...UNO DEI SOGNI (AVVERATISI) DI ERODE IL GRANDE

E' uscito qualche anno fa un libro con questo titolo: "King Herod's dream: Caesarea on the Sea", "Il sogno di Re Erode: Cesarea sul Mare". Era il risultato di una mostra degli anni ottanta celebratasi in Israle e fu il racconto della rinascita archeologica di una delle città più belle dell'Impero Romano di Oriente e porto commerciale: Cesarea Marittima. La missione archeologia congiunta tra più università portò alla luce tutta la città erodiana, bizantina, islamica e crociata. Sorta sulle rovine della Torre di Stratone, Cesarea diventò presto uno dei maggiori porti per il traffico commerciale del bacino del "Mare Nostrum", appunto il Mediterrano. Competeva dunque con Leptis Magna, il Pireo-Atene, Ostia, Alessandria, Rodi e molti altri, per tutta una circolazione straodinaria di beni ed il passaggio di idee e dottrine Oriente-Occidente e viceversa. Qualche giorno fa ho avuto la possibilità (che per me è una passione) di recarmi ancora una volta a Cesarea per partecipare ad una visita archeologico-subacquea del porto di Erode il Grande. Lo conosco oramai molto bene avendovi fatto molte volte gli studi, le visite ed essendomi confrontato con molte guide subacquee in loco. Oggi Cesarea Marittima è molto visitata ed ha assunto il carattere di una città-porto romano-bizantina di grande attrazione e studio. Si possono verificare in loco l'agorà, il teatro completamente "risorto" e restaurato, i bagni pubblici, le residenze imperiali, il circo e l'ippodromo, i templi e le strutture per il culto e soprattutto il suo porto con gli edifici dedicati allo stoccaggio delle merci ed all'incontro con le maestranze locali. Nel post di oggi vi offro alcune foto scattate nell'ultima immersione. La didascalia di ciò che si vede è riportata sotto, mentre per gli approfondimenti ci riserviamo un altro post in un prossimo futuro.
Immagine aerea del punto di immersione. Si tratta del braccio destro del porto di Erode.

Questo è il punto di partenza dell'itineraio subacqueo. Si scende in acqua qui e si percorre 
tutta la larghezza dell'area portuale.

Alla profondità di 4-5 metri si notano dei blocchi di fondamenta realizzati con il sistema
a cassoni di pozzolana e tufo.

Sistema a cassoni riempiti di pozzolana e tufo e fatti affondare

Questa è la mappa del nostro itinerario subacqueo. Siamo partiti dal numero 6 e, pinneggiando sott'acqua abbiamo raggiunto i numeri 32-35, appunto il braccio destro del porto

Alcuni blocchi di pietra adagiati sul fondo. Probabili pietre da costruzione delle palazzine costruite sulle due braccia principali del porto.

Sul fondale vi si travano adagiate anche molte colonne che sono state riutilizzate in epoca crociata

Passaggio tra due grandi blocchi di pozzolana e tufo

Gli abitatori sono proprio loro...i pesci!


Questo è uno dei passaggi tra i due grandi cassoni che, consumandosi il legno che li teneva uniti, si sono sciolti ed hanno colassato disperdendosi



A fine immersione si risale e complimenti a tutti!

Un omaggio importante al prof. Avner Raban scomparso undici anni or sono ed importante studioso di archeologia subacquea e conduttore degli scavi al porto di Cesarea Marittima

Prof. Avner Raban (1937-2004)
R.I.P















domenica 11 ottobre 2015

INIZIO DEL CORSO DI ESCURSIONI A GERUSALEMME E DINTORNI - SBF GERUSALEMME

Carissimi e carissime,
domani inizia il corso di escursioni a Gerusalemme e dintorni dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Un'avventura di quasi due semestri per conoscere la Città Santa e per capirne la profondità e la vocazione. Da più di tre millenni Gerusalemme raccoglie in sè il "centro" della storia del Vicino Oriente e da qui si sviluppa, per tre grandi religioni monoteiste, la tensione al bene ed alla vita spirituale. Oggi non è facile viverci, per molti è pura sopravvivenza ma io sono convinto che questa città rimarrà sempre la Città di Dio. Buon semestre a chi ci sarà e "l'anno prossimo a Gerusalemme"!...per chi ha intenzione di venirci! Vi aspettiamo.

Gerusalemme. Quartiere cristiano. Le due cupole indicano la basilica dell'Anastasis, costruita sul luogo della morte e risurrezione del Signore Gesù.



mercoledì 7 ottobre 2015

LA PRIMA PIOGGIA A GERUSALEMME!



Con l’arrivo della pioggia, questa mattina a Gerusalemme sembrano riecheggiare alcuni versetti del  salmo 84 (83).

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.

Beato l'uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.

Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia
l'ammanta di benedizioni.

Il salmo è una liturgia di cammino per un pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme. Il riferimento alla “prima pioggia” mette il pellegrinaggio in occasione della festa delle Capanne (si è appena conclusa). Questa festa si svolgeva in autunno; le prime piogge toglievano l'aridità dell'estate e rilanciavano il verde anche nelle zone desertiche. Il salmo è stato scritto in tempo di pace, prima delle invasioni Assire e Babilonesi, ma già in Israele vi sono “tende dei malvagi”, che al culto a Jahvéh uniscono quello agli idoli.

Cari amici ed amiche del blog, ho pensato di offrirvi questa semplice constatazione e, visti gli ultimi giorni turbolenti a Gerusalemme ed in alcune parti della Terra Santa, chiedervi una preghiera per tutti gli uomini e le donne che vivono qui. Noi dello Studium Biblicum abbiamo iniziato regolarmente l’anno accademico e viviamo dentro la Città Santa senza difficoltà o paure. 

Shalom-Salam da Gerusalemme! 
 Vista di Gerusalemme - Primo piano la cappella della condanna davanti a Pilato

 Le nuvole della "prima pioggia" sul monte degli Ulivi

 La Cupola della Roccia - Aram el Sharif con le nuvole che portano pioggia

 Ancora nuvole di pioggia sul monte degli Ulivi

 Un primo piano della terrazza dello Studium Biblicum

sabato 12 settembre 2015

Una scoperta importantissima nel canale di Sicilia

Lode ed onore al prof. Emanuele Lodolo per questa importante scoperta!


http://www.archeomedia.net/sicilia-geofisico-friulano-scopre-monolite-di-novemila-anni/

lunedì 31 agosto 2015

STOP DESTRUCTIONS - STOP ALLE DISTRUZIONI!



Stiamo assistendo da qualche anno alla distruzione sistematica di siti archeologici, chiese e moschee. L'UNESCO (un organismo delle Nazioni Unite per la tutela del patrimonio culturale) ha detto più volte che sono crimini contro l'umanità. Vorrei ora capire quando decideranno di intervenire via terra per fermare definitivamente l'IS e tutti i suoi sostenitori, conosciuti o meno.

We are seeing some years the systematic destruction of archaeological sites, churches and mosques. UNESCO (a United Nations agency for the protection of cultural heritage) has said several times that they are crimes against humanity. Now I would like to understand when they decide to take action by land to permanently stop the IS and all his supporters, known or unknown.

mercoledì 26 agosto 2015

Da SIR - una bella testimonianza del prof. Giorgio Buccellati


"Non permettiamo al Califfato di vincere sul piano culturale"

La testimonianza di Giorgio Buccellati, archeologo e professore emerito di Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ucla (Los Angeles) ricorda il "collega e amico" Khaled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e decapitato nei giorni scorsi dai terroristi. Il monito: lo Stato islamico vincerà se ci difenderemo solo militarmente

Daniele Rocchi

“Conoscevo da circa 50 anni Asaad. Abbiamo iniziato la nostra carriera insieme. Khaled aveva appena assunto la direzione delle Antichità di Palmira e insieme avevamo iniziato una ricognizione del sito. Da allora siamo rimasti sempre in contatto. Rappresentava il meglio della tradizione siriana. Un collega serio e preparato che si faceva in quattro per risolvere ogni problema che si poteva presentare sul piano professionale”. Giorgio Buccellati, archeologo e professore emerito di Storia e Archeologia del Vicino Oriente Antico alla Ucla (University of California, Los Angeles) ricorda così l’archeologo siriano, il “collega e amico” Kahled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e decapitato nei giorni scorsi dai terroristi del Califfato. Una vita dedicata alla scoperta, alla valorizzazione e alla difesa della storia e dell’arte oggi minacciate sempre più dalla furia iconoclasta dello Stato Islamico(Isis). La lista dei siti archeologici, in Siria e Iraq (Mosul, Ninive, Hatka, Nirmud, Homs, Palmira), distrutti dai miliziani del Califfato si allunga ogni giorno di più. L’ultimo della serie è stato il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs , costruito nel V secolo d.C e raso al suolo nei giorni scorsi dai bulldozer del Califfo.

Professore Buccellati, perché tutta questa furia rivolta dall’Isis contro archeologi, siti antichi e reperti storici?
“Questa furia mostra la capacità dei terroristi di focalizzare l’attenzione su cose che hanno un valore emblematico. Il fondamentalismo teme il lavoro degli archeologi perché i valori rappresentati nel passato sono le radici del presente e per questo devono essere sradicati. L’Isis intende così dimostrare che tutto il patrimonio culturale che apprezziamo non vale nulla. Radendo al suolo i monumenti essi distruggono anche il nostro modo di rapportarci alla cultura. Per questo credo che non basti più scavare per riportare alla luce dei reperti da mettere nei libri di testo ma bisogna consegnarli al senso di identità dei popoli coinvolti”.

Si può parlare di attacco alla modernità?
“Questo dell’Isis è un modo superficiale e ipocrita di vedere le cose. La modernità è un valore sottoscritto - se vogliamo - anche dal Califfato. Basti pensare alla grande capacità mediatica che hanno e che è parte della modernità. La vittoria dell’Isis, in questo momento, sta proprio nel farci credere che non vale la pena difenderci sul piano dei valori ma solo su quello militare. Sarà questa la vittoria dello Stato Islamico, se glielo permetteremo”.

Come rispondere a questa strategia del terrore?
“Sicuramente occorre proteggerci ma senza abdicare ai nostri valori. Dobbiamo porre maggiore attenzione ai valori profondi della cultura, ai suoi significati cercando di farli arrivare non tanto all’Isis, che non ha nessuna intenzione di dialogare, quanto a tutti quei giovani chi si uniscono al Califfato. È terribile pensare a quanti giovani occidentali vadano a cercare risposte a dei presunti ideali. Ciò accade perché non diamo, politici e intellettuali in testa, delle risposte. Dovremmo essere più attenti ai valori e meno consumisti e materialisti”.

Non crede che sia giunto anche il momento di porre fine al commercio di opere d’arte trafugate col quale i terroristi finanziano le loro attività criminali?
“Resta difficile capire come l’Isis - isolato e circondato - possa avere dei canali di vendita di reperti e soprattutto di petrolio. Una statuetta, una tavoletta cuneiforme possono essere trasportate in una valigetta. Ma come si fa a esportare così tanti barili di greggio? C’è una forte ipocrisia nella nostra politica che non riesce, perché non vuole, fermare questo traffico, cosa che sarebbe assolutamente possibile. Lo stesso potrebbe dirsi sul piano militare: la Siria è un Paese completamente aperto, perché allora non vengono fermati i convogli dei quali si vedono facilmente foto. Da dove arrivano le armi, i camion, i furgoni? Possibile che non si riesca a vedere l’origine di questo traffico? Non esiste una volontà effettiva di bloccare il Califfato ma solo una grande ipocrisia, una intenzionale volontà di frammentare la Siria per rendere possibile una vittoria temporanea dell’Isis che porterà di fatto a un stravolgimento della geografia del Paese”.


sabato 22 agosto 2015

L'IS uccide il professor Khaled al-Asaad. Uno dei più grandi archeologi di Siria.



In memoria del professor Khaled al-Asaad

Il 18 agosto è stato un giorno bruttissimo per l’archeologia delle terre bibliche, le truppe dell’IS hanno ucciso il professor Khaled Al-Asaad, uno dei più grandi conoscitori e custodi di Palmyra e del contesto culturale ed archeologico della Siria. Il The Guardian riferisce che fu paragonato al prof.  Howard Carter, lo scopritore della tomba di Tutankhamun. Per più di 40 anni fu il direttore delle antichità archeologiche di Palmyra perché lui era originario di questa magnifica città di Oriente. La sua presenza non è venuta meno quando nel 2003 si ritirò per raggiunti limiti di età.
Il patrimonio portato alla luce da Khaled è immenso e fu sempre strenuo difensore del sito di Palmyra e di tutte le antichità universalmente condivise come patrimonio di tutto il mondo. La sua competenza e la sua passione sono servite moltissimo sia all’UNESCO sia alla Commissione Europea per i progetti in essere su Palmyra. Parlava fluentemente l’aramaico e lo traduceva con grande competenza fino a tradurre molti testi antichi. Più di 20 sono i libri da lui redatti circa la Città di Palmyra e la Via della Seta. Ricevette onorificenze dalla Francia, Polonia e dalla Tunisia.
E’ stata colpita nel cuore per l’ennesima volta l’umanità, la competenza, l’intelligenza del popolo siriano nonché tra questo l’ambiente accademico a cui Khaled faceva parte.

In memory of Professor Khaled al-Asaad

The 18th of august was a very bad day for the archeology of the biblical lands, troops of the IS killed  Professor Khaled Al-Asaad, one of the greatest experts and keepers of Palmyra and the cultural context and archaeological Syria. The Guardian reports that he was compared to the prof. Howard Carter, the discoverer of the tomb of Tutankhamun.
Born in Palmyra in 1934. Served as director of antiquities of Palmyra from 1963 to 2003 until his retirement. Worked with Unesco and the European Commission on Palmyra-related projects.
Most important discovery was that of the largest part of the city's major intersection and a number of tombs around the ruins. Reported to have written more than 20 books on Palmyra and the Silk Road. Said to be fluent in Aramaic and translated texts from the language up until 2011
Received honours from France, Poland and Tunisia.
It was hit in the heart once again humanity, competence, intelligence of the Syrian people and between these the academic environment to which Khaled was important professor.

 Professor Khaled al-Asaad

 Tra le sue antichità di Palmyra...

Gianantonio Urbani – Studium Biblicum Franciscanum - Gerusalemme