martedì 25 gennaio 2022
Ricordando l'opera straordinaria della prof.ssa Maria Teresa Grassi - 25.01.2020 - 25.01.2022
lunedì 24 gennaio 2022
Seminario di studio della prof.ssa Elisabetta Boaretto a Padova
Martedì 25 gennaio 2022 alle ore 11:00, presso la Sala Sartori (Palazzo Liviano - Padova), Elisabetta BOARETTO (Dangoor Research Accelerator Mass Spectrometer Laboratory Weizmann Institute of Science - Israel) terrà un seminario sul tema "Cambiamenti climatici, cambiamenti culturali e migrazioni nella tarda Età del Bronzo nel Levante meridionale: la sincronizzazione al radiocarbonio".
Il seminario può essere seguito anche on line su piattaforma ZOOM (ID 841 1918 2446).
sabato 22 gennaio 2022
Nel trigesimo di padre Frédéric Manns Ofm
22.12.2021 22.01.2022
«La Bibbia è la
storia di una santità piuttosto che la santità della storia»
(p. Frédéric
Manns)
Nel trigesimo
della tua dipartita verso la Gerusalemme Celeste, ti ricordiamo carissimo padre
Frédéric e ti affidiamo il cammino di studio dei nostri studenti e di tutte le
persone di buona volontà. Arrivederci in Paradiso!
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«The
Bible is the history of a holiness rather than the holiness of history»
(p. Frédéric
Manns)
In the thirtieth
of your departure towards the Celestial Jerusalem, we remember you dear Father
Frédéric and we entrust to you the study’s path of our students and all people
of good will. See you in Heaven!
martedì 19 ottobre 2021
Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: riprendono anche le escursioni "on site"
Dopo l'inizio dell'anno accademico 2021-2022
Celebrazione di apertura dell'anno accademico
oggi riprendono anche le escursioni a Gerusalemme e dintorni. Una sorta di topografia di Gerusalemme studiata e discussa a partire dai piedi fino ad arrivare all'intelligenza, transitando dal cuore. Dopo lo stop causato dall'emergenza sanitaria, oggi è il tempo di tornare sul campo e proseguire lo studio, l'approfondimento e la comprensione di Gerusalemme. Ci auguriamo un semestre sereno e proficuo!
Una vista aerea sulla Spianata delle Moschee (Haram Al Sharif)
giovedì 8 luglio 2021
Pubblicata la guida di Hippos-Sussita, una città della Decapoli
GUIDA DI HIPPOS - Una bella opportunità di conoscenza di Hippos-Sussita, una delle città della Decapoli sul versante est del lago di Tiberiade. Ecco il link per acquisire la guida:
https://www.dighippos.com/hipposguide
giovedì 24 settembre 2020
INCONTRIAMO L' ARCHEOLOGIA. Primo appuntamento. Che cosa è rimasto?
Quando cerchiamo di capire una civiltà, una delle prime
testimonianze sono i resti delle attività svolte dagli uomini e dalle donne in
un determinato luogo. Una delle prime azioni, a volte molto efficaci, è la
ricognizione archeologica sul terreno. Si tratta di operare una ispezione
diretta (o autoptica) di porzioni di territorio ben definite, fatta in modo da
garantire una copertura uniforme e controllata di tutte le zone. Si percorre a
piedi una zona guardando il terreno ma facendo attenzione anche al costruito (i
così detti alzati), come questo suolo è stato impiegato nelle epoche precedenti.
Ci si rende subito conto come i resti di attività svolte dall’uomo del passato
ci circondino ovunque, siano essere recenti che, come spesso succede in Terra
Santa, o anche antichissime. Un esempio è il deserto. Anni or sono partecipai
ad una missione archeologico-ricognitiva organizzata dal prof. Emmanuel Anati
nell’area di Har Karkom nel cuore del deserto del sud di Israele. Fu
un’esperienza unica perché il prof. Anati ci raccordò subito una certa fiducia
invitandoci a considerare l’attività umana dell’uomo del deserto come un
aspetto cruciale per comprendere il contesto di un reperto che abitulmente si
trova in superficie. Quindi attorno a un reperto (un oggetto antico fatto a
mano o modellato dalla natura) vi è la matrice (cioè tutto il resto del
materiale che lo circonda) e la sua posizione sono in stretto contatto tra di
loro. Ricordo come vicino ad una incisione rupestre vidi anche spuntare un
fiore straordinario in mezzo a pietre roventi. È un segno che il deserto fu
anche in alcune fasi un ambiente fertile e ricco di piante. Abbiamo scoperto
quanto significativi siano ancora questi “testimoni” presenti sul terreno (e
purtroppo ogni tanto assistiamo a furti dei viaggiatori di passaggio che
pensano di portarsi a casa un souvenir!) che mostrano le tracce
dell’antropizzazione e dell’attività umana fatta di gente che raccolse, lavorò,
si diede alla caccia e alla pastorizia, innalzò all’Altissimo i pensieri del
cuore e dell’intelligenza. Possiamo dire che è rimasto molto perché il deserto
conserva molto! Non solo la terra nella sua profondità ci conserva dei reperti
ma anche la superficie, e oggi ci restituisce dei materiali sui quali si
possono studiare l’utilizzo operato dall’uomo. Nel nostro caso, e cioè di
materiali prevalentemente di pietra, possiamo capirne l’acquisizione,
l’utilizzazione, la manifattura e dopo il periodo più o meno lungo di utilizzo,
lo scarto. Questo aspetto lo possiamo rilevare anche con gli altri materiali
quali la ceramica, il ferro, il rame-bronzo e gli altri materiali più preziosi.
Ci si chiede cosa rimarrà della nostra cultura odierna e il rimasto sul terreno
che troveranno i nostri posteri tra qualche millennio. Forse dei tablet? Delle
carcasse di smartphone, uno schermo del pc? Un altro esempio mirabile di
conservazione in ambiente arido sono le sepolture, come quelle dei faraoni ad
esempio. Ci è giunta, pur già saccheggiata in antico, la tomba del faraone
Tutankhamon. Si è capito come il corredo tombale non era originariamente tutto
destinato al faraone. Una parte era stata disposta per altri membri della
famiglia, e poi era stata utilizzata in gran fretta quando il giovane re morì
improvvisamente. Di lui si crede una morte violenta. C’erano anche oggetti
commoventi, come una sedia che il re aveva usato da bambino, e un semplice
bastoncino di giunco con la scritta: «un giunco che Sua Maestà ha tagliato con
le sue mani». Le condizioni del deserto hanno permesso una ottima
conservazione. Ci è rimasto molto considerando i millenni che sono passati!
venerdì 31 luglio 2020
31 luglio, memoria liturgica di Sant'Ignazio di Loyola
martedì 28 aprile 2020
28 APRILE 1982 - 28 APRILE 2020, IN MEMORIA DELLA PROF.SSA MARIA TERESA FORTUNA CANIVET
lunedì 13 aprile 2020
venerdì 3 aprile 2020
RINVIATA LA COLLETTA PER LA TERRA SANTA
https://www.custodia.org/it/news/rinviata-settembre-la-colletta-la-terra-santa
venerdì 20 marzo 2020
DOMANDE AL PROF. GABI BARBASH - WEIZMANN INSTITUTE - ISRAELE
È professore di epidemiologia e medicina preventiva presso la Sackler School of Medicine dell'Università di Tel Aviv ed era precedentemente CEO del Tel Aviv Sourasky Medical Center (Ichilov). Negli anni '90, ha supervisionato un programma per contenere un'ondata di casi di tubercolosi in Israele che accompagnò l'arrivo di nuovi immigrati dall'Etiopia e dall'ex Unione Sovietica.
Oggi è in prima linea nello sforzo di Israele per la salute pubblica di contenere e sradicare lo scoppio del virus COVID-19. In Israele, il numero di casi confermati continua ad aumentare, a circa 400 a partire dal 18 marzo. Non ci sono stati decessi.
Non tutti i paesi lo prendono abbastanza sul serio, e questo è deplorevole. Noi in Israele lo prendiamo molto sul serio, e lo stiamo facendo perché questo virus ha dimostrato di essere altamente contagioso, con un alto tasso di infettività. Non solo molte persone saranno infettate, ma la sua aggressività - il suo tasso di mortalità o CFR - è estremamente alta, stimata da 3 a 20 volte superiore a quella dell'influenza stagionale.
Cioè, da qualche parte tra lo 0,5 e il 4 percento delle persone con infezione da coronavirus dovrebbero morire, rispetto al tasso di mortalità dell'influenza stagionale, che è compreso tra lo 0,1 e lo 0,2 percento.
Torniamo al tasso di infettività, che ci darà un'idea dei numeri veri. La percentuale di persone infette dall'influenza stagionale è circa il 10 percento della popolazione in una determinata stagione. La percentuale di persone infette da coronavirus dovrebbe essere compresa tra il 60 e il 70 percento. Ciò fa luce sul significato del CFR: quando si parla anche solo della metà del 60% della popolazione, è un numero enorme.
Se dovessimo lasciar diffondere il virus, senza alcun intervento, parleremmo dal 60 al 70 percento della popolazione infetta. Il tasso di infezione è diverso da qualsiasi altra malattia che abbiamo mai visto, probabilmente dal 1918 con l'influenza spagnola.
La quarantena domestica sembra essere l'unica misura efficace che abbiamo attualmente contro il coronavirus. Quello che stiamo cercando di fare è ridurre il numero complessivo di pazienti e rallentare il numero di nuovi pazienti in modo da consentire al sistema sanitario di gestire un numero limitato di pazienti in un dato momento. Stiamo cercando di appiattire la curva del tasso di infezione.
La quarantena domestica è efficace perché non solo isola le persone che sono infette dal coronavirus e sono sintomatiche e che possono gestire le proprie cure a casa, ma isola anche le persone che sono infette e non ne sono consapevoli, perché sono asintomatiche.
In questa fase, stiamo solo testando le persone sintomatiche, quindi la quarantena e il distanziamento sociale sono le misure migliori che possono essere prese per contenerlo. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, trasmettendo l'importanza di queste due misure.
Sembra che Israele abbia avuto molto successo nel bloccare l’importazione del coronavirus dall'estero, sia impedendo ai cittadini stranieri di entrare in Israele sia isolando i cittadini israeliani e i residenti stranieri che sono tornati dall'estero richiedendo che entrino immediatamente in quarantena domestica.
Questo sforzo ha avuto molto successo, e poi siamo passati alla fase successiva - contenente il contagio all'interno di Israele - che richiede diverse misure che sono state implementate solo in giorni molto recenti. E la mia sensazione è che stiamo vedendo solo l'inizio.
In realtà, praticamente possiamo fare molto. Nel momento in cui Israele ha bloccato il trasporto aereo con il resto del mondo e ha imposto restrizioni a tutti coloro che entrano nel paese, abbiamo minimizzato drasticamente gli effetti di misure inadeguate o di cattiva gestione da parte di altri governi. Ora siamo soli. Ci siamo ampiamente isolati dal resto del mondo.
Il tempo necessario per tradurre in pratica la ricerca è di anni e anche per sviluppare un vaccino ci vuole almeno un anno. La scienza è un investimento a lungo termine. La cosa sorprendente è che, nonostante l'alto livello di ricerca e la vasta gamma di ricerche fatte in tutto il mondo nel XXI° secolo, si nasconde un virus all'interno dei pipistrelli che ha la capacità di sorprendere tutti noi, di rovesciare il mondo, rovinare le economie e uccidere le persone. Quindi ciò che questo sottolinea, credo, è che la scienza deve essere ovunque, considerando ogni possibilità, cercando di essere sempre un passo avanti nelle azioni.




