Benvenuti!

Chissà quanti ricordi abbiamo di geografia!
A partire dalle scuole elementari, è forse la materia più coinvolgente...
Se unita all'archeologia, ci aiuta a capire chi è passato prima di noi, cosa ci ha lasciato, come ha affrontato la vita con le sue forze, inerzie e bellezze...ma dove?

Tutto ciò specialmente in Israele-Palestina e tutta la "Terra del Santo"! In quella "mezzaluna fertile", teatro e origine delle civiltà.
Con questo blog desidero coinvolgere amici e tutte le persone di buona volontà nella ricerca e nell'amore verso questa Terra, amata e benedetta da Dio.

mercoledì 14 dicembre 2011

Ritrovamento che mi è sfuggito...

Ecco un bel ritrovamento avvenuto a luglio scorso.


Scoperta una “pietra di confine” con la scritta “Shabbat” in ebraico

Un’antica iscrizione su pietra della parola “Shabbat” (sabato) è stata scoperta questa settimana vicino al lago di Tiberiade: si tratta della prima e finora unica scoperta di un “confine dello Shabbat” in ebraico. L’incisione, che si trova nella comunità di Timrat, in Bassa Galilea, sembra risalire al periodo romano o bizantino.
La notizia dell’iscrizione, scoperta per caso domenica da un visitatore che passeggiava sul terreno della comunità, ha rapidamente raggiunto Mordechai Aviam, capo dell’Istituto per l’Archeologia della Galilea del Kinneret College. “Questa è la prima volta che troviamo un’iscrizione del limite dello Shabbat in ebraico – dice – Le lettere sono così chiare che non c’è dubbio che la parola sia Shabbat”.
Aviam spiega che gli ebrei che vivevano nella zona in epoca romana o bizantina (secoli I-VII e.v.) probabilmente usavano la pietra per delimitare il confine entro cui potevano viaggiare il giorno di sabato. La Bassa Galilea dell’antichità e dell’alto Medio Evo aveva una popolazione a maggioranza ebraica: molti dei saggi talmudici avevano toponimi indicativi delle comunità della Galilea.
L’incisione scoperta a Timrat è il primo e unico segno di “confine del Shabbat” mai scoperto in ebraico: un’iscrizione simile è stata trovata nelle vicinanze dell’antico villaggio di Usha, nella Galilea Occidentale, ma il testo era scritto in greco.
Aviam ed i suoi colleghi intendono avvalersi di aiuti sul posto per cercare di trovare altre iscrizioni nelle aree vicine, e poi pubblicare i risultati delle loro ricerche su una rivista accademica. “Ciò rappresenta un legame bello e affascinante, sia emotivo che archeologico, tra il nostro mondo moderno e l’antichità – dice Aviam – Sicuramente per quelli di noi che sono religiosamente osservanti, ma anche per quelli tra noi che sono laici e che si godono una passeggiata il sabato, è bello sapere che camminiamo in posti dove la storia ebraica era ben viva duemila anni fa”.
Ecco la pietra con l'incisione "Shabbat" - S B T

(Da: Jerusalem Post, 12.07.11)

domenica 11 dicembre 2011

Sulle tracce di San Giovanni Battista

Sulle tracce di san Giovanni Battista, in un intreccio affascinante tra luoghi, pietre e Sacre Scritture, con una guida eccezionale: padre Frédéric Manns -- autorevole biblista della Custodia di Terrasanta -- conduce lo spettatore in un affascinante percorso di scoperta del Battista, il personaggio profetico per eccellenza. Il viaggio -parte da 'Ain Karem, il paese natale del Battista per ripercorrere i passi di Maria, Elisabetta e Zaccaria, ricostruire la misteriosa infanzia del Battista -- giovanissimo eremita -- attraversare il deserto di Giuda e arrivare al fiume Giordano, dove il Precursore conclude la sua missione, battezzando Gesù e indicando al mondo il Messia. L'ultimo profeta si ritira con umiltà: permette ai suoi discepoli di seguire Gesù e testimonia la sua fede fino al martirio. Ma i suoi discepoli non dimenticano l'antico maestro, portano il suo corpo a Sebaste e gli danno una sepoltura degna di un profeta.