Benvenuti!

Chissà quanti ricordi abbiamo di geografia!
A partire dalle scuole elementari, è forse la materia più coinvolgente...
Se unita all'archeologia, ci aiuta a capire chi è passato prima di noi, cosa ci ha lasciato, come ha affrontato la vita con le sue forze, inerzie e bellezze...ma dove?

Tutto ciò specialmente in Israele-Palestina e tutta la "Terra del Santo"! In quella "mezzaluna fertile", teatro e origine delle civiltà.
Con questo blog desidero coinvolgere amici e tutte le persone di buona volontà nella ricerca e nell'amore verso questa Terra, amata e benedetta da Dio.

sabato 1 dicembre 2012

TEMPO DI AVVENTO

INIZIA IL TEMPO DI AVVENTO

Rispetto al tempo pasquale, l'origine del tempo di Avvento è più tardiva, infatti viene individuata tra il IV e il VI secolo. La prima celebrazione del Natale a Roma è del 336, ed è proprio verso la fine del IV secolo che si riscontra in Gallia e in Spagna un periodo di preparazione alla festa del Natale.
Per quanto la prima festa di Natale sia stata celebrata a Roma, qui si verifica un tempo di preparazione solo a partire dal VI secolo. Senz'altro non desta meraviglia il fatto che l'Avvento nasca con una configurazione simile alla quaresima, infatti la celebrazione del Natale fin dalle origini venne concepita come la celebrazione della risurrezione di Cristo nel giorno in cui si fa memoria della sua nascita. Nel 380 il concilio di Saragozza impose la partecipazione continua dei fedeli agli incontri comunitari compresi tra il 17 dicembre e il 6 gennaio.
In seguito verranno dedicate sei settimane di preparazione alle celebrazioni natalizie. In questo periodo, come in quaresima, alcuni giorni vengono caratterizzati dal digiuno. Tale arco di tempo fu chiamato "quaresima di s. Martino", poiché il digiuno iniziava l'11 novembre. Di ciò è testimone s. Gregorio di Tours, intorno al VI secolo.
La teologia dell'Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine "adventus" (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l'anniversario della prima venuta del Signore; d'altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi.
Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.
In oriente, rispetto a Roma, avendo riscoperto i luoghi santi per i cristiani, si vive e celebra l’attesa del ritorno del Signore nella sua gloria, proprio in questi luoghi dove è stato visto. In questo senso abbiamo testimonianza mirabili del tempo di attesa e di veglia nel ritorno di Colui che aveva promesso la salvezza e la pace. Lo possiamo vedere e constatare nelle grandi quantità di lucerne trovate recanti le scritte in greco inneggianti alla manifestazione del Signore, a lui come luce, a lui come santo…
Nella collezione di lucerne che abbiamo al museo dello Studium Biblicum ha attirato la mia attenzione una di queste, assieme alla sua iscrizione. Ve la propongo come invocazione per il tempo di Avvento.
La lucerna, di epoca bizantina, riporta l’iscrizione in lingua greca maiuscola attorno alla sua parte superiore e la sua traduzione in lingua italiana è: LA LUCE DI CRISTO ILLUMINA TUTTI oppure anche “la luce di Cristo si manifesta per tutti”.
 
 
E’ questo l’augurio che faccio a tutti gli amici italiani; augurio che vi giunge dalla Santa Città di Gerusalemme.
Don Gianantonio

venerdì 30 novembre 2012

FESTA DI S.ANDREA APOSTOLO

CHI ERA ANDREA?


Andrea, dal bel nome greco (Andreas = Virile), appare un uomo generoso, pronto, aperto, entusiasta. Era figlio di Giona di Betsaida (Mt 16,17), fratello minore di Pietro. Fu discepolo di Giovanni Battista, presso il quale conobbe l’apostolo Giovanni, e con lui seguì per primo Gesù, al quale condusse il fratello Pietro (Gv 1,35-42). I suoi interventi nel gruppo degli apostoli sono pochi ma significativi. Davanti alla folla affamata, Andrea indica a Gesù un fanciullo provvisto di cinque pani d’orzo e di due pesci (Gv 6,9), quasi per invitarlo a rinnovare dei prodigi. Alla scuola di Giovanni Battista, Andrea conobbe l’essenismo e fu fortemente colpito dalla speranza messianica: è lui, infatti, che pose la domanda alla quale Cristo rispose con il suo discorso escatologico (Mc 13,3-37). Infine, Andrea si è dimostrato particolarmente aperto di fronte al problema missionario: infatti, assieme a Filippo, e nelle forme prescritte dal giudaismo, si fece garante delle buone disposizioni dei pagani che volevano avvicinare Gesù (Gv 12,20-22).
Alcune tradizioni, che non possiamo controllare, riferiscono che Andrea svolse il suo ministero apostolico in Grecia e in Asia minore. Secondo queste tradizioni, egli morì martire a Patrasso, sopra una croce formata ad X, detta appunto
«croce di sant’Andrea»
.
Paolo VI ha restituito alla Chiesa Orientale le reliquie di Sant’Andrea che si conservavano in San Pietro e furono riportate a Patrasso.

Andrea è il primo
«missionario» fra gli Apostoli: lo testimonia Giovanni che era con lui al momento della chiamata (l’ora decima). Subito dopo l’incontro con Gesù Andrea testimonia al fratello Simone: «Abbiamo trovato il Messia!» e lo condusse a Gesù (Gv 1,41). La nostra Eucaristia rimane inefficace se non partiamo dalla Messa col desiderio stimolante di testimoniare che anche noi «abbiamo trovato il Signore» e non avvertiamo l’urgenza di condurre altri fratelli a Cristo, perché li accolga con noi alla mensa del Padre.
 

domenica 25 novembre 2012

SOLENNITA' DI CRISTO RE DELL'UNIVERSO


Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». (Gv 18,37)

Nel giorno della solennità liturgica di Cristo Re dell’universo possiamo affidare il cammino quotidiano alle parole dell’evangelista Giovanni, il quale ci riporta dalla bocca stessa di Gesù i due obiettivi di fondo della sua missione: dare testimonianza alla verità e annunciare la Parola eterna di Dio.

Su queste “due vie” noi oggi possiamo verificare la nostra esistenza e quindi fare il bilancio di un anno liturgico che si chiude durante questa settimana.

Quando transito in uscita per la porta di Giaffa a Gerusalemme (vedi le foto sotto), e guardo alla mia sinistra mi accorgo della Cittadella di Davide, un tempo sede della casa erodiana e dei governatori della città. Sono portato subito a pensare ai poteri di questo mondo ed al “potere” del Signore Gesù…due modi di vivere la città, il servizio e la vita molto diversi, direi contrapposti.

Ringraziando il nostro Re e Signore, verifichiamo allora la nostra esistenza e consegnamo a Lui il bene elargito, chiedendo venia per il peccato che alberga in noi.

Buona settimana!
 
 
La porta di Giaffa a Gerusalemme
 
 
 
La Cittadella di Davide - Gerusalemme