Benvenuti!

Chissà quanti ricordi abbiamo di geografia!
A partire dalle scuole elementari, è forse la materia più coinvolgente...
Se unita all'archeologia, ci aiuta a capire chi è passato prima di noi, cosa ci ha lasciato, come ha affrontato la vita con le sue forze, inerzie e bellezze...ma dove?

Tutto ciò specialmente in Israele-Palestina e tutta la "Terra del Santo"! In quella "mezzaluna fertile", teatro e origine delle civiltà.
Con questo blog desidero coinvolgere amici e tutte le persone di buona volontà nella ricerca e nell'amore verso questa Terra, amata e benedetta da Dio.

mercoledì 22 marzo 2017

INAUGURAZIONE DEI RESTAURI DELL'EDICOLA DEL SANTO SEPOLCRO A GERUSALEMME

Veramente una notizia che conta!
http://www.terrasanta.net/tsx/lang/it/p9926/Santo-Sepolcro--gioia-ecumenica-per-il-restauro-ultimato

martedì 1 novembre 2016

1 novembre 2016. L'On. Tina Anselmi è tornata alla Casa del Padre.


 On. Tina Anselmi 
Castelfranco V.to 25.3.1927 - Castelfranco V.to 1.11.2016

Carissimi amici e amiche,
scrivo non per un aggiornamento sull'oriente antico ma per rendere memoria e grazie a Dio per la vita e la testimonianza di una grande donna, l'on. Tina Anselmi, che oggi, dopo una straordinaria vita terrena è entrata nel regno del Signore. Ci ha lasciato un patrimonio di responsabilità e di capacità coerenti di vivere il mandato politico all'insegna del servizio verso la nazione e le persone della nostra Italia. Un esempio da imitare e su cui fare memoria. Una persona "giusta" che per molti anni ha offerto un generoso e appassionante servizio alla Repubblica Italiana. 
Ho ripreso un passo di un impegnativo lavoro fatto essendo essa presidente di una commissione parlamentare. Non quella conosciuta come l'indagine sulla loggia P2 ma quella sull'acquisizione dei beni di cittadini ebrai da parte di organismi pubblici e privati italiani.

“Desidero concludere con una considerazione finale. Gli aspetti materiali della spoliazione dei beni degli ebrei e della loro restituzione sono certamente importanti ma essi non ne costituiscono l’aspetto essenziale. Prima di essere un affare di danaro, la spoliazione è stata una persecuzione il cui obiettivo finale era l’annullamento morale e quindi lo sterminio. Nessuna storia saprà raccontare ciò che uomini e donne hanno vissuto quotidianamente con il conseguente peso d’angoscia, di umiliazione e di miseria. Certamente è questo il debito che si deve pagare, che è stato pagato in tutte le guerre e di cui molti hanno sofferto. Ma nel nostro caso ciò è avvenuto in attuazione di leggi e di regolamenti discriminatori che hanno violentemente isolato una parte della nostra popolazione per il solo fatto della loro nascita.
È questa una vicenda senza precedenti che non deve mai più accadere; che non accadrà se ciascuno di noi, da oggi, non legittimerà in nessun modo la violazione dei diritti umani che devono essere a fondamento della società e delle leggi del nostro Paese”.

Dall’introduzione al Rapporto Generale della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati presieduta dall’on. Tina Anselmi, aprile 2001.

Tutta l'attività di questa commissione di cui Tina era presidente la si può leggere a questo link: 
http://presidenza.governo.it/DICA/beni_ebraici/

Una preghiera che è benedizione per la sua anima affinché il Signore giusto giudice la accolga tra le sue braccia. Condoglianze vivissime ai familiari.

mercoledì 26 ottobre 2016

26 ottobre 2008 - 26 ottobre 2016. Memoria della salita al Cielo di p. Michele Piccirillo Ofm


Desidero ringraziare il Signore Dio per la vita di p. Michele Piccirillo e per tutta la sua opera straordinaria di archeologo, geografo e frate di Terra Santa. Oggi, a 8 anni dalla sua dipartita verso il Cielo, è più che mai attuale il messaggio che ci ha lasciato in seno allo Studium Biblicum e al mondo accademico in generale: amare le Scritture e la storia in esse contenuta per amare Dio e il prossimo che incontriamo sul cammino. Recentemente sono stato impegnato nello scavo di Macheronte (Giordania) e risiedevo presso il Monte di Mosé (Monte Nebo) presso il Convento francescano. Là p. Michele è sepolto. Ancora oggi, appena inaugurata la nuova basilica, quasi tutto parla di lui e della sua opera incredibile ed unica, di storico, geografo, archeologo e testimone dell'amore di Dio attraverso le pietre. Ricordo quel giorno delle esequie a Roma e vorrei riportare uno stralcio dell'omelia pronunciata da p. Frédéric Manns dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme:


“Padre Michele quando si presentava ai giornalisti ripeteva volentieri: sono un padre francescano di Gerusalemme. Essere professore ed archeologo era per lui secondario. La sua vocazione era di essere un francescano a Gerusalemme. In questa definizione era contenuta la sua fede, la sua visione del mondo e la sua teologia.
Sabato scorso il sinodo dei vescovi che trattava il tema della Bibbia finiva i suoi lavori. La notte tra sabato e domenica, Padre Piccirillo, che aveva finito da alcuni mesi il suo ultimo libro sulla Nova Gerusalemme partiva per la Gerusalemme celeste.  Ho voluto ricordare questo legame tra il sinodo sulla Bibbia e la Pasqua di Padre Michele perché egli stesso era un innamorato della Bibbia. In una conferenza fatta a Torino nel 2004 egli scriveva: “Esistono molti modi per accostarsi alla Bibbia e per ricavarne il messaggio; oggi vi parlerò di un modo tutto particolare: è quello di chi, come me, svolge la professione di geografo – archeologo. Secondo il punto di vista di chi si occupa di queste discipline, la Bibbia è un libro dell’antichità di cui si può dare una "lettura materiale", che accantona per un momento il racconto e dà la priorità allo studio dei luoghi e dei fatti storici: la raccolta dei dati inerenti luoghi e fatti permetterà poi di intendere con maggiore esattezza il significato del testo biblico”.

Riposa in pace caro Michele e veglia su di noi da lassù.

DG

domenica 23 ottobre 2016

Completando il post precedente...

Il direttore dello scavo di Macheronte (Machaeros) dott. Gyozo Voros durante una recente conferenza per ACOR:

Campagna di scavo 2016 a Macheronte (Giordania) sul luogo della morte di San Giovanni Battista

Si sta ancora svolgendo una indimenticabile campagna di scavo a cura dell' Hungarian Academy of Art di Budapest con la partecipazione dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, presso la fortezza erodiana di Macheronte (Machaerus) nell'attuale Terra del Santo al di là del Giordano. Il luogo è tanto magnifico quanto straordinario perché si tratta di una delle aree più importanti dove ha operato l'architettura e l'intuizione di Erode il Grande, seguito poi da uno dei suoi figli, Erode Antipa. Tra qualche settimana sarà redatto anche il rapporto preliminare di questa campagna che ci ha visti impegnati sia sul versante della registrazione, fotografia e disegno dei reperti che direttamente sullo scavo presso la fortezza in un'area della "città bassa", luogo dove molto probabilmente vivevano gli abitanti comuni di Macheronte. L'acropoli (città alta) era riservata la sovrano e agli alti funzionari di corte. Ritengo che il luogo ci riserverà scoperte importanti per il prossimo futuro, come del resto è già accaduto durante questa campagna di scavo, la quale giunge dopo anni di ricerca e studio in cui la HAA di Budapest si è impegnata nella persona del prof. dott. Gyozo Voros e il suo staff. 
Ai tanti amici, soprattutto italiani, offro qualche scatto dell'area riservandomi, nel prossimo futuro, una più ampia esposizione del lavoro fatto sul campo.

La fortezza di Machaerus vista da est, sullo sfondo il mar Morto e le colline della Giudea.
(foto di G. Voros)
La mappa indica il territorio del Nuovo Testamento con la suddivisione del regno della dinastia erodiana. Il circello rosso indica la posizione di Macheronte, oggi in Giordania.

Un'altra suggestiva vista verso la fortezza di Macheronte

La luna piena è giunta anche a Macheronte! (foto di G. Voros)

Lo staff di scavo HAA e SBF durante le prime due settimane a Macheronte

Il sottoscritto e il mio collega fr. Amedeo Ricco in posa durante lo scavo







venerdì 7 ottobre 2016

7 ottobre - Beata Vergine Maria del Rosario e memoria della salita al Cielo di P. Bellarmino Bagatti Ofm

Proprio ieri sono cominciate le lezioni allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme ed oggi abbiamo già una memoria importante per la nostra università. Ricordiamo tra i "fondatori" dello Studium il carissimo p. Bellarmino Bagatti.

Padre Bagatti nacque a Lari (Pisa) l’11 novembre 1905. A 17 anni vestì l’abito di san Francesco sul Monte della Verna in Toscana e a 23 anni fu ordinato sacerdote. Nel 1931 fu inviato al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in Roma, dove nel 1934 conseguì brillantemente il titolo di Dottore in Archeologia Cristiana. La sua tesi su “Il Cimitero di Commodilla o dei Martiri Felice ed Adautto sulla via delle sette chiese” fu pubblicata nel 1936 come primo numero della collana dell’Istituto “Roma sotterranea cristiana. Nuova Serie”.
Dal 1935 fu Professore di topografia di Gerusalemme e archeologia cristiana presso lo Studium Biblicum Franciscanum. Con il Padre Sylvester Saller nel 1941 dette inizio alla serie “SBF Collectio Maior” e nel 1951, insieme al Padre Donato Baldi, fondò la rivista “SBF Liber Annuus”. Nel decennio 1968-1978 fu Direttore dello Studium. Sotto la sua guida l’Istituto ampliò programmi e attività, e crebbe il numero dei professori e degli studenti. Per molti anni fu anche insegnante nello Studio Teologico Internazionale della Custodia di Terra Santa. Guidò generazioni di studenti nelle escursioni in Terra Santa e fuori.
Morì presso il Convento di San Salvatore a Gerusalemme il 7 ottobre del 1990.
Sono solo alcune righe di un curriculum straordinario a cui oggi, noi professori e studenti, attingiamo a piene mani per vivere la conoscenza della Parola nelle terre bibliche. Un dono che assume un significato profondo quando, riguardo all'archeologia, il p. Bellarmino così si espresse:

 
“Per fare l’archeologia ci sono tre metodi. Il primo è quello delle visioni, ripensamenti ecc. …
Un secondo metodo è quello di fare a tavolino con pochi elementi e molta fantasia. Abbiamo una serie infinita di ricostruzioni del S. Sepolcro che, a dire il vero, non hanno nulla a che fare con gli edifici esistenti.
Infine vi è il lavoro detto ‘scientifico’ che guarda ciò che è trovato in ogni scavo, il livello, la riempitura concomitante ecc. e in base a questo ardisce di fare qualche ricostruzione. È certo che gli scavi non possono risolvere tutti i problemi e spesso ne accrescono altri, ma qualche punto fisso lo determinano. Credo che su questo dobbiamo posare il nostro piede”.

P. Bellarmino Bagatti, lettera al prof. Ferdinando Luciani, redattore della rivista Bibbia e Oriente, 16.10.1979.

 
P. Bellarmino Bagatti

Un approfondimento sulla figura e sull'opera di questo frate francescano si può trovare a questo link:

 http://sbf.custodia.org/default.asp?id=481