giovedì 26 settembre 2013

RITROVAMENTI A GERUSALEMME


Menorah, Shofar e rotolo della Torah su un medaglione d’oro del VII secolo

Trovata ai piedi del Monte del Tempio un'eccezionale testimonianza del continuo legame fra gli ebrei e Gerusalemme

 

Durante gli scavi estivi ai piedi del Monte del Tempio, l’archeologa dell’Università di Gerusalemme Eilat Mazar ha fatto una scoperta eccezionale: due involti pieni di tesori tra cui 36 monete d’oro, gioielli d’oro e d’argento e un medaglione d’oro con inciso il simbolo della Menorah (candelabro del Tempio). Sul medaglione largo 10 centimetri sono incisi anche uno shofar (corno d’ariete) e un rotolo della Torah.Archeologa di terza generazione all’Istituto di archeologia dell’Università di Gerusalemme, Eilat Mazar dirige gli scavi sulla sommità della Città di David e al muro meridionale del Monte del Tempio. Dopo aver definito il ritrovamento una scoperta unica e mozzafiato, Mazar spiega: “In questa zona abbiamo fatto ritrovamenti significativi risalenti al periodo del Primo Tempio, un’epoca della storia di Gerusalemme molto anteriore, quindi scoprire una Menorah d’oro a sette braccia del VII secolo e.v. ai piedi del Monte del Tempio è stata una completa sorpresa”.

Il reperto, dissotterrato solo cinque giorni dopo l’inizio dell’ultima fase degli scavi all’Ophel, si può far risalite al tardo periodo bizantino (inizi del VII secolo e.v.). Il tesoro di preziosi è stato rinvenuto nelle rovine di una struttura pubblica bizantina a soli 50 metri dal muro meridionale del Monte del Tempio. Mazar sottolinea che il fatto che i manufatti siano stati scoperti così vicini alla Porta Tripla (sulla parete sud, oggi murata) riflette il perpetuo desiderio di rinascita del popolo ebraico in tutta la sua storia.

La Menorah, un candelabro a sette braccia che era usato nel Tempio, è il simbolo nazionale dello Stato d’Israele e riflette la presenza storica degli ebrei in questa regione. La posizione dei reperti al momento del ritrovamento indica che uno degli involti era stato accuratamente nascosto sotto terra mentre il secondo era stato apparentemente abbandonato in fretta e sparpagliato sul pavimento.

Vista l’epoca degli oggetti e la posizione in cui sono stati trovati, Mazar valuta che siano stati abbandonati nel contesto della conquista persiana di Gerusalemme del 614 e.v. Dopo che i persiani conquistarono Gerusalemme, molti ebrei colsero l’occasione per fare ritorno nella città, andando a costituire la maggioranza della sua popolazione, nella speranza di godere di libertà politica e religiosa. Ma quando il potere persiano iniziò a declinare, anziché formare un’alleanza con gli ebrei, i persiani cercarono il supporto dei cristiani e finirono col permettere loro di espellere gli ebrei da Gerusalemme.

Appeso a una catena d’oro, il medaglione con la Menorah era probabilmente un ornamento per un rotolo della Torah. In questo caso si tratterebbe del più antico ornamento di rotolo della Torah trovato finora in uno scavo archeologico. Era sepolto in una piccola depressione nel pavimento, insieme a una medaglia d’oro più piccola, due pendenti, una serpentina d’oro e un fermaglio d’argento, probabilmente tutti addobbi per rotoli della Torah.

“A quanto pare – dice Mazar – la spiegazione più probabile è che questo tesoro dell’fosse destinato ad essere un contributo per la costruzione di una nuova sinagoga, in una posizione molto vicina al Monte del Tempio. Quel che è certo è che la loro missione, quale che fosse, non ebbe successo. Il tesoro fu abbandonato e i suoi proprietari non ebbero più modo di tornare a recuperarlo”.

Il tesoro dell’Ophel (collina a nord del monte Sion dove si trova il nucleo originario della città di Gerusalemme) è la terza collezione di monete d’oro rinvenuta in scavi archeologici a Gerusalemme, dice Lior Sandberg, specialista in numismatica all’Istituto di Archeologia. “Le 36 monete d’oro possono essere datate ai regni di diversi imperatori bizantini, dalla metà del IV secolo all’inizio del VII secolo e.v.”. Insieme alle monete è stato trovato un paio di grandi orecchini d’oro, un prisma esagonale d’argento placcato d’oro e un lingotto d’argento. Resti di stoffa indicano che un tempo questi oggetti erano avvolti in una borsa di stoffa simile all’involto che conteneva il medaglione con la Menorah.

Gli scavi all’Ophel hanno fatto notizia qualche mese fa quando Mazar ha annunciato la scoperta, nel 2012, di un’antica iscrizione cananea (recentemente identificata come ebraica) che rappresenta il primo testo alfabetico scritto mai rinvenuto a Gerusalemme.

La stagione di scavi 2013 è durata da aprile sino alla fine di luglio, ed è stata condotta dall’Istituto di Archeologa dell’Università di Gerusalemme. La Israel Antiquities Authority sta svolgendo lavori di conservazione e sta preparando il sito per l’accesso del pubblico. Il sito si trova all’interno del Jerusalem National Park dalla Israel Nature and Parks Authority, che corre attorno alle mura di Gerusalemme, ed è amministrato dalla East Jerusalem Development Company.

Il progetto Ophel è stato generosamente sovvenzionato, sin dal 2009, da Daniel Mintz e Meredith Berkman di New York. L’intero progetto comprende gli scavi archeologici e l’elaborazione dei reperti per la pubblicazione, oltre alla conservazione e preparazione del sito per la sua apertura al pubblico. L’Herbert W. Armstrong College di Edmond, Oklahoma, sostiene le ricerche di Mazar inviando studenti volontari a partecipare agli scavi.

(Da: Ufficio stampa dell’Università di Gerusalemme, 09.09.13)

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha voluto congratularsi con l’archeologa Mazar dicendo che ci troviamo di fronte “a una attestazione di prim’ordine del legame che unisce il popolo d’Israele a Gerusalemme, al paese e al loro retaggio: una Menorah, uno Shofar, un rotolo di Torah. Se bisogna rappresentare l’essenza del nostro popolo, nessuna descrizione potrebbe essere più concisa”.

(Da: Israel HaYom, 10.9.13)

 

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