Benvenuti!

Chissà quanti ricordi abbiamo di geografia!
A partire dalle scuole elementari, è forse la materia più coinvolgente...
Se unita all'archeologia, ci aiuta a capire chi è passato prima di noi, cosa ci ha lasciato, come ha affrontato la vita con le sue forze, inerzie e bellezze...ma dove?

Tutto ciò specialmente in Israele-Palestina e tutta la "Terra del Santo"! In quella "mezzaluna fertile", teatro e origine delle civiltà.
Con questo blog desidero coinvolgere amici e tutte le persone di buona volontà nella ricerca e nell'amore verso questa Terra, amata e benedetta da Dio.

sabato 24 marzo 2012

Per la Quinta domenica di Quaresima...

Una riflessione "grande" per questa domenica di Quaresima. Oramai la Pasqua è vicina!


Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede

Dalle «Lettere pasquali» di sant'Atanasio, vescovo (Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)

Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi colui che era atteso, colui del quale san Paolo dice: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (1 Cor 5, 7). Si verifica anche ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (cfr. Sal 31, 7). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.
Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una volta sola ma sette volte e con la preghiera si rendeva propizio Dio. Un altro, il grande Mosè, esultava con inni, cantava lodi per la vittoria riportata sul faraone e su coloro che avevano oppresso gli Ebrei. E altri ancora, con gioia incessante attendevano al culto sacro, come Samuele ed il profeta Elia.
Per questo loro stile di vita essi raggiunsero la libertà e ora fanno festa in cielo. Ripensano con gioia al loro pellegrinaggio terreno, capaci ormai di distinguere ciò che era figura e ciò che è divenuto finalmente realtà.
Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me, «Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l'appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come afferma il profeta Geremia: «Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime» (cfr. Ger 6, 16).
Un tempo era il sangue dei capri e la cenere di un vitello ad aspergere quanti erano immondi. Serviva però solo a purificare il corpo. Ora invece, per la grazia del Verbo di Dio, ognuno viene purificato in modo completo nello spirito.
Se seguiremo Cristo potremo sentirci già ora negli altri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei ed anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito »(Mt 19, 27).
Seguiamo anche noi il Signore, cioè imitiamolo, e così avremo trovato il modo di celebrare la festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.

 Gerusalemme: cupola dell'Anastasis, presso la Basilica del S.Sepolcro

venerdì 23 marzo 2012

La "casa" di San Giuseppe a Nazareth

Appena celebrata la festa importante di San Giuseppe, vi propongo un riassunto in video della collocazione della sua dimora a Nazareth.


Iniziativa altamente formativa prossimamente a Vicenza


Festival Biblico sulla «speranza» dal 24 al 27 maggio

Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, ad aprire il 24 maggio - con un omaggio al cardinale Martini, in un dialogo con Ferruccio De Bortoli, direttore del "Corriere della sera" - l’8° edizione del Festival Biblico di Vicenza, ispirata alla domanda di Cristo «"Perché avete paura?" (Mc 4,40). La Speranza dalle Scritture» (fino a domenica 27).

L’evento, promosso dalla diocesi vicentina e dalla Società San Paolo, si caratterizza quest’anno per la dimensione internazionale di numerosi ospiti: il sociologo Zygmunt Bauman, il poeta bosniaco Abdulah Sidran, già candidato al Premio Nobel, il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong; Mordechay Lewy, ambasciatore di Israele in Vaticano, Dan Bahat, archeologo israeliano, Helen Prejean, la religiosa anti-pena di morte (ispirò Dead Man Walking, film premio Oscar); Leah Darrow, modella Usa e "testimonial" della fede. Tra gli altri nomi, il cantautore Roberto Vecchioni, il ministro Andrea Riccardi, i biblisti Romano Penna, Bruna Costacurta, Francesco Rossi de Gasperis, i pensatori Duccio Demetrio, Umberto Curi, Silvano Petrosino, Adriano Fabris.

"Avvenire" organizza al Festival una tavola rotonda prevista per venerdì 25 maggio (ore 18) sul tema «Donne e fede fra paura e speranza», con la scrittrice Helena Janeczek, la giornalista Marina Corradi e suor Eugenia Bonetti, religiosa che da anni si batte contro la tratta delle donne. Modera il dibattito Roberto Righetto, caporedattore della cultura di "Avvenire".

Due le novità dell’edizione 2012: «Linfa dell’ulivo» (www.linfadellulivo.it), un focus sulle terre bibliche con archeologi, storici, esegeti, in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme; e l’anteprima di Verona (18-24 maggio), con una lectio magistralis del teologo Giacomo Canobbio, una mostra di codici biblici antichi alla Biblioteca Capitolare e un concerto dei Virtuosi Italiani. Il festival è stato presentato al santuario di Monte Berico. Per info, tel. 0444.937499; www.festivalbiblico.it.

Fonte: Avvenire 22.03.2012

lunedì 19 marzo 2012

Grazie caro Gino, papà e maestro...

Un tributo ed una riconoscenza ad un grande uomo...


Giuseppe, il Custode ed il patrono della Chiesa universale

Qualche parola su di lui...


San Giuseppe ha unito Gesù alla discendenza di Davide. 
Gesù ha quindi potuto rivendicare questo titolo messianico preannunciato dalla Scrittura. 
Questa funzione di Giuseppe è messa particolarmente in rilievo dalla doppia genealogia di Gesù, che ci hanno lasciato Matteo e Luca (Mt 1,1,-17; Lc 3,23-38).
 
Giuseppe è, inoltre, il patriarca il cui trova compimento il tema biblico dei «sogni» (Mt 1,20-24; 2,13-19) con i quali Dio ha spesso comunicato gli uomini le sue intenzioni.  Come Giovanni il Battista è l’ultimo dei profeti, perché indica a vista (Gv 1,29) colui che le profezie annunciavano. Così Giuseppe è l’ultimo patriarca biblico che ha ricevuto il dono dei «sogni» (Gn 28,10-20); 37, 6-11). Questa somiglianza con gli antichi patriarchi risalta ancora di più nel racconto della fuga in Egitto con la quale Giuseppe rifà il viaggio dell’antico Giuseppe, affinché si compia in lui e in Gesù, suo figlio, il nuovo esodo (Mt 2,13-23; Os 11,1; Gn 37; 50,22-26). 
 
Infine Giuseppe è il capo della modestissima famiglia, nella quale vediamo realizzato il mistero dell’incarnazione del Verbo, e scopriamo la grandezza delle ultime realtà temporali di cui Dio si serve per attuare il suo piano.
Giuseppe, sposo di Maria, è anche lui uno dei giusti dell’Antico Testamento che vive di fede. Per la fede meritò di custodire la «promessa» ormai realizzata dal «mistero di salvezza». 
Il vangelo presenta Giuseppe come figura fondamentale  nel disegno di amore del Padre, con un compito di «segno» privilegiato della paternità di Dio. 

Giuseppe ha un dono ed un compito di essere «custode» e amministratore del mistero di salvezza. Lo compie con grande cura, almeno da quello che sappiamo dai testi evangelici.
 
Oggi desidero rivolgere un augurio al mio papà e a tutti i papà, ancora in cammino su questa terra e a tutti i papà ora presenti al Cielo e contemplanti la Gerusalemme celeste. Possano essi vegliare su noi e custodirci nell'amore misericordioso del Signore.

Giuseppe carissimo, sposo di Maria e nostro Custode, sostienici nel nostro cammino!