Benvenuti!

Chissà quanti ricordi abbiamo di geografia!
A partire dalle scuole elementari, è forse la materia più coinvolgente...
Se unita all'archeologia, ci aiuta a capire chi è passato prima di noi, cosa ci ha lasciato, come ha affrontato la vita con le sue forze, inerzie e bellezze...ma dove?

Tutto ciò specialmente in Israele-Palestina e tutta la "Terra del Santo"! In quella "mezzaluna fertile", teatro e origine delle civiltà.
Con questo blog desidero coinvolgere amici e tutte le persone di buona volontà nella ricerca e nell'amore verso questa Terra, amata e benedetta da Dio.

giovedì 21 marzo 2013

Il CUSTODE DI TERRA SANTA INTERVISTATO SU RADIO VATICANA


L'unico museo al mondo sulle radici del Cristianesimo: sarà pronto a Gerusalemme nel 2015



Un grande museo in Terra Santa per custodirne l’eredità, conoscerne meglio la storia e vivere con più serenità anche il presente. Questo è il progetto all’origine del Terra Sancta Museum, un complesso espositivo permanente di oltre 2000 metri quadrati, composto di due sedi e articolato in tre Musei: archeologico, multimediale e storico. L'iniziativa richiama anche l'approfondimento presente sul nostro sito web dal titolo "Il Cammino di Pietro" che ripercorre la nascita del Cristianesimo in Terra Santa. Il complesso espositivo di Gerusalemme sarà pronto nel 2015 nel cuore della città vecchia e rappresenta una precisa volontà, come spiega il Custode di Terrasanta Padre Pierbattista Pizzaballa, promotore dell’iniziativa. Gabriella Ceraso lo ha intervistato:


R. – A Gerusalemme si possono trovare cenni della presenza cristiana, ma non c’è nessun luogo che ti parla in maniera sistematica, dall’origine fino ad oggi, della storia della presenza cristiana in Terra Santa, che invece è un aspetto importante. Quindi questo è il motivo di fondo. L’altro motivo è aiutare i pellegrini, innanzitutto, ma anche i residenti, a prendere coscienza della ricchezza di questa storia, di questa presenza attuale. Sarà accessibile a tutti: cristiani, ebrei e musulmani. Lo scopo è proprio quello di presentare in maniera positiva, senza polemica, la nostra storia, che è anche la storia di questo Paese, con il desiderio che diventi un luogo di incontro per tutti.

D. – Conoscere il passato serve anche a vivere il presente?

R. – E’ vero. Ci rendiamo subito conto che certi fenomeni non sono nuovi e magari ritornano su se stessi con modalità nuove, ma con dinamiche che sono simili. Conoscere la storia ci aiuta ad avere una percezione del presente più reale, concreta, e ci aiuta anche a guardarlo con un certo distacco.

D. – A progetto concluso ci saranno due sedi, il Convento della Flagellazione e il Convento di San Salvatore, con tre musei in tutto, ad iniziare da un museo archeologico proprio al Convento della Flagellazione, che si trova all’inizio della Via Dolorosa, che porta al Santo Sepolcro. Esattamente qui il visitatore cosa troverà?

R. – La storia del cristianesimo antico, com’era Gerusalemme al tempo di Gesù e quello che è stato trovato in quel periodo, su quei luoghi. Poi ci sarà sempre all’inizio della Via Dolorosa una parte audio-visuale, che consentirà di capire la storia della Via Dolorosa e soprattutto del Santo Sepolcro. La terza parte del Museo è infine a San Salvatore e ha un carattere più storico: vi si racconterà,dal periodo delle Crociate ad oggi, come ha funzionato la Custodia dei luoghi santi e lo sviluppo della comunità cristiana in quel periodo.

D. – In questo ambito quindi sottolineerete anche le vostre tre missioni: la custodia, l’accoglienza e la cura della comunità , di cui fa parte anche questa stessa attività, perché sarà anche un’offerta di lavoro...

R. – Noi abbiamo tantissime persone che lavorano insieme a noi. E’ importante creare occasioni di lavoro, ma anche lavoro qualificato. Un museo richiede competenze nuove, preparazioni, qualificazioni, qualcuno che sappia gestire questo ambiente di carattere culturale. Credo che sia un aspetto molto bello e molto importante.

D. – Nell’ottica della realtà storico-politico-sociale, che viviamo oggi, quale è il suo auspicio circa la presenza di questo complesso?

R. – Credo che sia importante, soprattutto in questo periodo di grandi divisioni, di tanti problemi, investire nella cultura, perché non abbiamo bisogno solo di pace, di giustizia, di pane e di lavoro, ma anche di senso delle cose che facciamo, del nostro stare qui, della nostra missione. E queste iniziative di carattere culturale alto, sono un faro in questo senso.