sabato 28 aprile 2012


Presentazione del libro sulla Vicenza Romana
Fine modulo
Presentazione del libro: Vicenza Romana. Un itinerario storico-archeologico tra paganesimo e pellegrinaggio (a cura di Franco Mattiello)

11 maggio 2012

Gran Caffè Garibaldi, piazza dei Signori, ore 20.30

Questo testo appartiene alla collana “Bibbia e Terra Santa”, edita dalle Edizioni Messaggero e curata dall’Ufficio Pellegrinaggi della diocesi di Vicenza. Il libro, senza scopi scientifici ma divulgativi, vuole essere un invito a conoscere Vicenza: una città che aspetta di essere ricomposta, scoperta e valorizzata, frammento per frammento.




domenica 22 aprile 2012

Ecco la Santa!

Cari amici,
solo per sentirmi un po' vicino a voi.
Ecco una foto di Gerusalemme, la Santa, durante il tramonto di questa domenica primaverile.
Saluti cari a tutti!


sabato 21 aprile 2012

ARCHEOLOGIA IN ISRAELE


Israele, dove l’archeologia è da notizia in prima pagina

Da un articolo di Avigayil Kadesh (prima parte)
 
Come paese, Israele è proprio piccolo. Ma per quanto riguarda i siti archeologici è enorme. È dalla metà del XIX secolo che gli archeologi in cerca di testimonianze bibliche scavano e studiano antichi “tesori” archeologici. Ma è dopo l’indipendenza di Israele nel 1948 che l’attività archeologica è veramente decollata.
Scoperte affascinati spesso arrivano sulle prime pagine dei giornali. Tanto per dare un’idea, nel solo dicembre 2011 vicino al Muro Occidentale (“del pianto”) a Gerusalemme è stato rinvenuto un raro sigillo in creta, antico di duemila anni, uno dei pochissimi manufatti mai trovati risalenti al periodo del Secondo Tempio, mentre la Israel Antiquities Authority, durante i lavori per la costruzione di un nuovo sistema di rifornimento idrico nelle colline costiere di Giudea, trovava i resti di un bagno bizantino. Sempre nel dicembre scorso, i ricercatori dell’università di Tel Aviv pubblicavano un lavoro sui loro ritrovamenti più interessanti dell’anno precedente: denti umani dell’Homo sapiens moderno trovati in una grotta vicino a Tel Aviv e che precedono di 200.000 anni l’Homo sapiens africano: una scoperta che ha permesso di aggiungere un nuovo pezzo al puzzle dell’evoluzione umana.
Nel 2010 la Israel Antiquities Authority ha eseguito intensi sopralluoghi durante i lavori per la costruzione del tram leggero di Gerusalemme, recentemente completato. Tra le scoperte, una parte di un villaggio ebraico risalente a circa il 135 e.v. (sessantacinque anni dopo che i Romani avevano distrutto il Secondo Tempio ed esiliato molti ebrei); 264 monete d’oro identiche fra loro, relative all’ultimo imperatore bizantino che governò su Gerusalemme; l’accampamento di una legione romana del II secolo; un villaggio del XII secolo; resti di monasteri bizantini.
Nel 2009 gli archeologi israeliani hanno rinvenuto a Migdal (Magdala), presso Tiberiade, la più antica raffigurazione della menorah (candelabro a sette braccia) in un’incisione che risale al periodo del Secondo Tempio, duemila anni fa.
Jon Seligman, a capo di scavi e ricerche della Israel Antiquities Authority, non può trattenersi dal sorridere se gli si chiede di nominare i ritrovamenti più importanti degli ultimi 64 anni. “L’archeologia in questo paese è stata completamente rivoluzionata negli oltre sessant'anni di esistenza dello Stato”, spiega. La lista dei siti archeologici ne enumera almeno settanta. Un elenco (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early+History+-+Archaeology/Cumulative+table+of+contents+-+Archeological+Sites.htm

Per la maggior parte i siti archeologici più importanti vengono preservati come parchi nazionali, dopo il completamento degli scavi. Tra i più importanti bisogna ricordare:

• Masada, l’antica fortezza di Erode il Grande affacciata sul Mar Morto (oggi uno dei luoghi turistici più popolari di Israele per via del suo ruolo drammatico nella storia della resistenza ebraica contro l’Impero romano). Si veda (in inglese):
http://www.parks.org.il/BuildaGate5/general2/data_card.php?Cat=~25~~736559308~Card12~&ru=&SiteName=parks&Clt=&Bur=540656532

• Megiddo, antico e importante crocevia che già nel III millennio a.e.v. era una città fortificata con enormi mura. Si veda (in inglese):
http://www.parks.org.il/BuildaGate5/general2/data_card.php?Cat=~25~~584902694~Card12~&ru=&SiteName=parks&Clt=&Bur=540656532

• Beit Guvrin-Maresha, con le sue cave millenarie, grotte sepolcrali, magazzini, strutture produttive, nascondigli e nicchie. Si veda (in inglese):
http://www.parks.org.il/BuildaGate5/general2/data_card.php?Cat=~25~~131474600~Card12~&ru=&SiteName=parks&Clt=&Bur=540656532

• Ashkelon, il porto più antico e più grande conosciuto in Israele, fiorente centro commerciale durante il periodo romano. Si veda (in inglese):
http://www.parks.org.il/BuildaGate5/general2/data_card.php?Cat=~25~~879864773~Card12~&ru=&SiteName=parks&Clt=&Bur=540656532

E poi ancora
• Acco, la capitale marittima del regno Crociato. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Akko-%20The%20Maritime%20Capital%20of%20the%20Crusader%20Kingdom

• Avdad, la città nabatea nel deserto del Negev. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Avdat%20-%20A%20Nabatean%20City%20in%20the%20Negev

• Beit She’an, città biblica, poi diventata la Scitopoli ellenistica e romano-bizantina. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Beit%20She-an%20-%20A%20Biblical%20City%20and%20Scythopolis%20-%20A

• Cesarea, il grande porto romano e la fortezza crociata. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Caesarea-%20from%20Roman%20City%20to%20Crusader%20Fortress

• Cafarnao, la città di Gesù con la sinagoga ebraica. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Capernaum%20-%20City%20of%20Jesus%20and%20its%20Jewish%20Synagogue

• Qumran, il sito dei Rotoli del Mar Morto. Si veda (in inglese):
http://www.mfa.gov.il/MFA/History/Early%20History%20-%20Archaeology/Qumran%20-%20Center%20of%20a%20Jewish%20sect%20of%20the%20Second%20Tem

Infine, naturalmente
• la Città di David, il nucleo dell’antica Gerusalemme, insieme a tutta l'area del Muro Occidentale e Meridionale attorno al Monte del Tempio. Si veda (in inglese):
http://www.parks.org.il/BuildaGate5/general2/data_card.php?Cat=~25~~251037795~Card12~&ru=&SiteName=parks&Clt=&Bur=540656532
ad anche:
http://www.cityofdavid.org.il/en e http://www.archpark.org.il/

“Ognuno di questi, e altri, siti è a suo modo estremamente importante” dice Seligman. La Israel Antiquities Authority gestisce circa 300 scavi all’anno, vale a dire circa il 95% di tutti gli scavi archeologici in Israele. Gli scavi solitamente vengono effettuati su colline (in ebraico “tel”) formate dai resti di antichi insediamenti. “Abbiamo mediamente trenta scavi in corso ogni giorno – dice Seligman – Israele è così ricco di archeologia che perfino a questo ritmo possiamo andare avanti ancora molti anni”.
La Israel Antiquities Authority fornisce anche docenti per un programma di cinque mesi in inglese su archeologia e conservazione storica, attraverso l’International Conservation Centre di Acco. Inoltre, le università israeliane si associano alle università straniere negli scavi estivi aperti a lavoro di volontari.
Lo scavo, la scoperta e l’analisi fanno parte di un processo tenuto in attenta considerazione, sottolinea Seligman. “Dobbiamo badare non solo a quello che scaviamo, ma anche a quello che non scaviamo. Facciamo sempre il minimo indispensabile, perché lo scavo è di per sé un processo distruttivo e bisogna pensare a ciò che dobbiamo lasciare alle generazioni future. In generale, cerchiamo di lasciare il materiale sul sito a cui appartiene e decidiamo di portare i reperti in un museo solo quando non c’è alternativa. Un pavimento di mosaico, ad esempio, deve stare per terra, non appeso a un muro”.
Non tutti gli scavi vengono conservati per essere aperti al pubblico. “La manutenzione è costosa, per cui non possiamo permetterci di rendere accessibili tutti i siti”, spiega Seligman. Quelli che non sono diventati parchi nazionali vengono di nuovo coperti, dopo che gli archeologi hanno condotto le loro ricerche.
Nelle prossime puntate, con l’aiuto di Seligman e di Aren Maeir, noto archeologo dell’università Bar-Ilan, illustreremo alcuni degli scavi più significativi e interessanti degli ultimi venticinque anni, elencati senza un ordine particolare.
[continua]

http://www.antiquities.org.il/home_eng.asp

domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua!


Cristo è risorto! E’ veramente risorto! Alleluia!

Dov’è o morte la tua vittoria? Dove ci mostri il tuo pungiglione? Dove riesci a scalfire le nostre povere vite?

Tu o morte sei stata vinta da Colui che da sempre ci ama e ci vuole a sé, è il Signore della Vita, Colui del quale diciamo “Tu sei la nostra pace, in te riposo o Signore, mai sarò deluso, tu vieni in mio soccorso e mi strappi dalle tenebre per condurmi alla luce…”.
E sono proprio le donne che, sull’albeggiare, quando nessun discepolo vi pensa, s’avviano con gli aromi verso il sepolcro per “ungere” e preparare Gesù dopo la sua morte, forse l’ultimo omaggio pietoso verso un amore perduto, proprio un’ultima testimonianza di una fede che la morte aveva cambiato il ricordo. A nessuna di queste tre donne, mentre camminano verso il sepolcro, canta in cuore un filo di quell’Alleluia della speranza. Nessuna di loro osa guardare al di là del sepolcro. Solo la pietra era un impedimento incredibile per l’ultima azione di amore al Maestro Gesù, così tanto amato e seguito.
Chissà, carissimi, cosa avranno pensato queste donne mentre si avvicinavano al luogo della morte e della fine di tutto…chissà che sentimenti e paure avranno avvolto il loro cuore ed il loro camminare…chissà come avremmo reagito noi di fronte ad una ingiustizia così grande ed immensa…quanti chissà…
Eppure Gesù, durante le sue salite a Gerusalemme, le aveva avvisate, le teneva deste su questo finale cruento ma anche unico ed inaspettato. Erano state loro ad accompagnarlo e sostenerlo con le loro cure, fin dalla lontana Galilea, ma non si erano accorte che proprio Gesù le aveva condotte, e le stava conducendo nel luogo del grande amore per sempre.
Quindi si dirigono al sepolcro con il cuore colmo di tenebra, morte e turbamento grande ma è lì che avviene ciò di cui noi parliamo, crediamo e speriamo da 2000 anni. L’infinita bontà del Maestro, del Messia Gesù, dell’amore straordinario e fedele del Padre ci porta a vedere e sperimentare la risurrezione. Gli elementi sono così scarni che non si può credere che per fede, sì con quegli occhi del cuore che nessun ragionamento umano potrà mai contenere. La pietra rotolata, il sepolcro, il giovane in veste bianche, un giardino ma soprattutto le parole che queste donne ascoltano e andranno a dire ai discepoli.
Gesù si manifesta a loro e a noi oggi nella forza della sua Parola;  credo che da questa notte e per tutto il tempo pasquale fino alla Pentecoste siamo chiamati a fare quei passaggi di amore che Gesù ci indica. Siamo chiamati a metterci in cammino in una fede cristiana autentica, genuina, fedele e condivisa. In un tempo difficile e di crisi, è necessario “stringersi a lui pietra viva” ed edificare il nostro essere come discepoli amati e diletti.
Queste donne, fedeli annunciatrici del Signore Risorto, ci spingono ad esercitare la carità di Cristo con urgenza e fedeltà. E’ una questione importante per ciascuno di noi, dal più piccolo di noi al più grande, ognuno secondo i suoi doni e le sue possibilità. E quando dico “doni”, non c’è nessuno che non ne abbia almeno uno per la crescita di tutti, perché tutti siamo stati salvati a caro prezzo.
E se il Signore “ci precede in Galilea” significa che è Lui, nella vita quotidiana, ad assumere un compito unico: essere il protagonista della nostra vita. Cioè, è proprio Lui che sostiene le nostre azioni e le rivolge al Padre dei Cieli. Continua ad essere Lui il Maestro che insegna il cammino da percorrere. La Chiesa ne è solo una testimone e ci incoraggia ad andare verso di Lui.
“Ho cercato in questi giorni che sono con voi, di aiutarci a capire che possiamo fidarci: ciò che accadde  quel giorno era e rimane il centro attorno al quale tutto il resto si muove, dal quale tutto deriva e verso il quale tutto si incammina. Esistono tante luci, vere e apparenti, chiare e fosche; questa è quella che brillerà più a lungo!”.
E infatti “tutte le promesse di Dio sono divenute un “sì” in Gesù Cristo per questo noi stanotte (stamattina) siamo qui a dire a Lui la nostra verità e vita”! Dio, nella sua bontà e misericordia non ha mai ritirato le sue promesse antiche e sempre nuove. Oggi ancora una volta ci conferma che è possibile vivere da risorti in Gesù, mostrarsi dal profondo del cuore come suoi discepoli.
Perciò, sia per tutti una Pasqua nel nome di Gesù Cristo Risorto, sia per ciascuno un “passaggio” ed una méta da continuare a calibrare e mirare. A chi fa fatica ed è in crisi dico: “Vieni e cammina con noi”; il Signore Risorto non farà mancare la grazia e l’audacia del suo Spirito Santo.

Buona Pasqua!

sabato 31 marzo 2012

Buona Settimana Santa!


E’ risorto, non è qui!

“…Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: "Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto".   
(Vangelo di Marco 16,5-7)

Cari amici e amiche,

con la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la celebrazione della domenica delle Palme, inizia “la Settimana Santa”, punto focale della nostra vita cristiana alla sequela del Signore Gesù. Vi raggiungo, per grazia, dalla Santa Città per augurarvi di vivere questi misteri della fede con un rinnovato stile di preghiera e disponibilità di cuore.
La Pasqua del Signore oramai vicina porti a ciascuno la convinzione di andare ad annunciare che Egli è vivo e ci precede nel cammino della vita quotidiana. Là lo vedremo e lo incontreremo se sapremo metterci alla Sua scuola.
Preghiamo amorevolmente gli uni per gli altri affinché lo spirito di Gesù Risorto abiti in noi e ci spinga ad annunciare il Suo amore misericordioso e fedele fino ai confini estremi.
Auguri!

Don Gianantonio



sabato 24 marzo 2012

Per la Quinta domenica di Quaresima...

Una riflessione "grande" per questa domenica di Quaresima. Oramai la Pasqua è vicina!


Celebriamo la vicina festa del Signore con autenticità di fede

Dalle «Lettere pasquali» di sant'Atanasio, vescovo (Lett. 14, 1-2; PG 26, 1419-1420)

Il Verbo, Cristo Signore, datosi a noi interamente ci fa dono della sua visita. Egli promette di restarci ininterrottamente vicino. Per questo dice: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).
Egli è pastore, sommo sacerdote, via e porta e come tale si rende presente nella celebrazione della solennità. Viene fra noi colui che era atteso, colui del quale san Paolo dice: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato» (1 Cor 5, 7). Si verifica anche ciò che dice il salmista: O mia esultanza, liberami da coloro che mi circondano (cfr. Sal 31, 7). Vera esultanza e vera solennità è quella che libera dai mali. Per conseguire questo bene ognuno si comporti santamente e dentro di sé mediti nella pace e nel timore di Dio.
Così facevano anche i santi. Mentre erano in vita si sentivano nella gioia come in una continua festa. Uno di essi, il beato Davide, si alzava di notte non una volta sola ma sette volte e con la preghiera si rendeva propizio Dio. Un altro, il grande Mosè, esultava con inni, cantava lodi per la vittoria riportata sul faraone e su coloro che avevano oppresso gli Ebrei. E altri ancora, con gioia incessante attendevano al culto sacro, come Samuele ed il profeta Elia.
Per questo loro stile di vita essi raggiunsero la libertà e ora fanno festa in cielo. Ripensano con gioia al loro pellegrinaggio terreno, capaci ormai di distinguere ciò che era figura e ciò che è divenuto finalmente realtà.
Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me, «Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l'appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come afferma il profeta Geremia: «Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime» (cfr. Ger 6, 16).
Un tempo era il sangue dei capri e la cenere di un vitello ad aspergere quanti erano immondi. Serviva però solo a purificare il corpo. Ora invece, per la grazia del Verbo di Dio, ognuno viene purificato in modo completo nello spirito.
Se seguiremo Cristo potremo sentirci già ora negli altri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei ed anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito »(Mt 19, 27).
Seguiamo anche noi il Signore, cioè imitiamolo, e così avremo trovato il modo di celebrare la festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.

 Gerusalemme: cupola dell'Anastasis, presso la Basilica del S.Sepolcro